Porto

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Correva l’anno 2001. Martedì 20 novembre, la Guardia di Finanza e gli agenti del servizio antifrode della dogana scoprono nel porto un enorme carico di droga nascosto nei barili di birra.

Dopo le 10, un camion a rimorchio, tipologia Volvo FL10, guidato da un trentaseienne albanese originario di Korçe, sbarca a Bari dopo aver navigato sul traghetto “Palladio” proveniente da Durrës.

Il camion porta all’apparenza solo un carico di 938 barili di birra di un marchio tedesco, vuoti e in metallo.
Dai documenti emerge subito che il mezzo, partito da Tirana, normalmente passa per i porti di Ancona e Trieste, ed è la prima volta che giunge al porto di Bari.

Finanzieri e agenti della dogana, insospettiti dallo strano carico, dopo aver controllato i documenti commerciali e doganali che sembrano in regola, perquisiscono il camion con i cani antidroga e trovano della merce nascosta: tre tonnellate di hashish e marijuana celati nei barili e nella motrice del mezzo.

Gli investigatori si mettono subito in moto per controllare l’intero carico, capirne la provenienza e valutare le responsabilità del proprietario del mezzo, dell’autista e della casa alimentare tedesca.

Il dottor Armando Massari, funzionario del servizio vigilanza antifrode delle dogane, dichiara che non solo questo è uno dei sequestri più importanti della storia del porto di Bari, ma che l’evoluzione delle organizzazioni criminali è evidenziata proprio dalla sempre più sofisticata capacità di occultare i carichi di “droghe leggere”.


Immagine di copertina: Bing Image Creator rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale

Fonte:

La Gazzetta del Mezzogiorno, 21 novembre 2001

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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