Accadde a Bari: il grande blackout che paralizzò la città (1966)

Blackout

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Correva l’anno 1966. Sabato 8 gennaio, un blackout manda in tilt il traffico della città e lascia al buio case, negozi e ospedali.

Alle 17:40 all’improvviso la corrente elettrica viene a mancare e tutte le case restano al buio. In un primo momento, si pensa a un sovraccarico forse dovuto al freddo ma il blackout dura per tre quarti d’ora nelle zone più fortunate e alcune ore in altre.

I dirigenti E.N.E.L. di Bari dopo aver accertato che il guasto non è del distretto di Bari contattano il Compartimento di Napoli, competente per la rete di trasmissione dell’Italia meridionale, e iniziano a seguire gli sviluppi e a predisporre i servizi necessari per il ripristino.

Nel frattempo, i negozi chiudono o lasciano le serrande a metà in attesa del ritorno della corrente. Le gioiellerie per cautela svuotano le vetrine e mettono tutto in cassaforte. Fortunatamente non arrivano segnalazioni di rapine alla Questura e ai Carabinieri.

Il problema è in realtà il traffico: non solo i semafori restano spenti ma ben 40 filobus si fermano in strada bloccando la circolazione. Per venire incontro ai cittadini rimasti a piedi, per le zone più lontane, vengono attivate alcune corse speciali con i bus A.M.T.A.B. Solo alle 20:20 i filobus riprendono la loro corsa.

Negli ospedali non si rilevano incidenti. Al Policlinico la corrente ritorna alle 19:30 ma non si segnalano problemi perché entrano in funzione gli impianti di emergenza, lo stesso vale per il Di Venere, il Centro Traumatologico dell’Inail e il Pronto Soccorso della Croce Verde.

Alla stazione i treni partono e arrivano con enorme ritardo e la situazione si normalizza solo alle 19:33. In aeroporto invece, grazie al gruppo elettrogeno, non si verifica alcun problema e gli aerei vanno e vengono senza ritardi.

Bloccati i cinema e teatri rimasti al buio durante le rappresentazioni e qualche sfortunato rimasto in ascensore per un paio di ore. Con il ripristino della corrente, tutto è tornato alla normalità senza segnalazioni di incidenti.


Fonte:

La Gazzetta del Mezzogiorno, 9 gennaio 1966

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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