Accadde a Bari – Dramma alla Banca Diana (1889)
Banca Diana
Correva l’anno 1889. Giovedì 26 settembre, i giornali diedero la notizia di un’inaspettata tragedia che colpì la Banca Diana: fu il primo atto del fallimento dell’istituto bancario.
Il direttore della Banca Diana, E. Del Vecchio, si tolse la vita. La notizia sconvolse la città: tutti quelli che lo conoscevano restarono increduli, dato che nessuno aveva sospettato i suoi drammatici propositi.
Fra le 2 e le 3 di notte del 25, l’uomo si sparò con la sua pistola nel suo appartamento al Palazzo Positano in largo Ateneo. Purtroppo restò agonizzante fino alle 6, quando fu trovato e ricevette i primi soccorsi. Sul luogo arrivò il brigadiere della Pubblica Sicurezza e, durante i controlli per accertare le motivazioni, furono rinvenute 14 buste chiuse dirette a vari personaggi dell’alta società barese, oltre a una valigia da aprirsi solo all’arrivo del fratello del direttore.
Alle 8 giunse anche l’Autorità Giudiziaria. In serata il direttore morì. Le cause del drammatico gesto sono da ricercare nel grave dissesto finanziario della banca, del quale Del Vecchio si riteneva responsabile.
Nonostante la garanzia delle proprietà del marchese Diana, fondatore dell’istituto, e dell’avv. Alberotanza, suo socio, e l’iniziale interessamento della Banca Nazionale e del Banco di Napoli (i due istituti si tirarono poi fuori dall’affare a causa delle insufficienti garanzie concesse dal governo Crispi), la banca dichiarò fallimento.
Il marchese Giovanni Diana, senatore del Regno, l’anno successivo fu prosciolto dall’accusa di bancarotta fraudolenta.
Fonte:
Corriere delle Puglie, 26-27 settembre 1889, 15 marzo 1890
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