Accadde a Bari – Arrestata una spia internazionale tra intrighi europei e truffe (1922)

spia

spia

Correva l’anno 1922. Mercoledì 17 marzo, la stampa locale riporta la notizia dell’arresto di una spia internazionale.

Il porto di Bari è ormai diventato da anni uno scalo internazionale e attrae commercianti e personaggi da tutta l’Europa: Albania, Jugoslavia, Grecia ecc.

Fra questi individui non può mancare qualche individuo dal passato ambiguo.

Un certo Nicolas Zografos di 46 anni, bruno tarchiato, vestito sempre con una camicia nera, si è fatto notare per il suo modo di fare. L’uomo fingeva di essere un commerciante di cemento e si spacciava per greco sostenitore del liberale Eleutherios Venizelos anche se all’occorrenza cambiava fazione e parteggiava per il conservatore Dimitrios Gounaris.

Alloggiava presso l’Albergo Savoia, dove faceva una vita abbastanza ritirata anche se non mancava di vantarsi di una vita piuttosto movimentata e alle volte diceva di essere in realtà un giornalista.

Quando a febbraio era giunto a Bari un incrociatore con a bordo Gounaris, Nicolas era stato arrestato perché considerato un greco sospetto e dopo essere stato perquisito e interrogato al Consolato greco, aveva passato 12 giorni nelle carceri.

Alla partenza di Gounarīs, l’uomo era tornato in libertà, quasi felice di poter raccontare una nuova avventura seppure in carcere. Tornò alla sua stanza all’Albergo Savoia. Ma purtroppo per lui, presto avrebbe conosciuto nuovamente le fredde sbarre di una cella. Dopo pochi giorni, in Questura il sig. Guglielmo Genovese proprietario del Teatro Sociale sporge una denuncia per truffa contro Zografos che secondo la sua ricostruzione, spacciandosi per un commerciante di cemento si era fatto prestare ben Lire 1.300.

Nicolas Zografos la spia

Dopo un’indagine fatta dalle autorità, Nicolas fu condotto in Questura. Qui, prima affermò di essere un greco di Cefalonia, poi un rumeno, in seguito un ungherese e alla fine un uomo originario di Costantinopoli. Negava di essere un disertore ma affermava di essere un ufficiale dell’esercito.

Nelle sue mani furono trovati documenti che provavano indiscutibilmente, l’esistenza di un traffico d’armi da parte di una nazione alleata verso i ribelli di Tripoli.

Per fare chiarezza in tutta questa rete di menzogne, le autorità iniziarono a indagare a fondo nella vita avventurosa dell’uomo.

Scoprirono che era stato arrestato in Ungheria per sospetto spionaggio e che aveva lavorato al servizio di Lord Kitchener per l’Inghilterra, con il compito di andare a Bucarest e sorvegliare alcuni ufficiali russi.

Era praticamente un mercenario che lavorava per il miglior offerente. Aveva vissuto per un po’ a Budapest e poi al servizio della Francia e alle dirette dipendenze del generale Henri-Philippe-Omer Pétain era tornato a Bucarest, da cui si era allontanato solo quando erano iniziati i problemi con i rumeni. Era quindi andato a Parigi e poi in Italia.

Arrivato a Bari, aveva pensato bene di fingersi un commerciante per truffare le persone, fra le sue vittime, oltre a Genovese c’erano anche i proprietari del Ristorante Fiorentini e dell’Albergo Savoia.

Con lui nelle patrie galere, le autorità continuarono le loro ricerche sulla spia e sul suo passato turbolento.


Copertina: Gemini Google rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale

Fonte:

Corriere delle Puglie, 17 marzo 1922

© 2026 Tutti i diritti riservati

foto
+ posts

Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *