La Città Metropolitana di Bari nella lista delle 10 più green d’Italia
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Sentiamo ogni giorno parlare di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), ma sappiamo davvero di cosa si tratta e cosa c’entra con il tema della forestazione urbana ed extraurbana?
Andiamo per ordine e facciamo un po’ di chiarezza. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si inserisce all’interno di un programma concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica, ha una durata di sei anni, dal 2021 al 2026, e una dimensione totale di oltre 600 miliardi di euro.
Si sviluppa intorno a tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale, tutti intesi a riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana e accompagnare il Paese verso un percorso di transizione ecologica e ambientale.
Ed è proprio all’interno dell’asse “transizione ecologica” che va ad inserirsi il “Piano di forestazione urbana ed extraurbana”, un piano che:
Permette a tutti i soggetti attuatori a livello nazionale (Città metropolitane) di seguire una metodologia comune basata su solidi riferimenti scientifici al fine di individuare e mettere a dimora l’albero giusto al posto giusto (albero coerente con le caratteristiche biogeografiche e ecologiche dei luoghi).
La definizione è estratta dal “Piano di Forestazione Urbana ed extraurbana” emesso dal Mise (Ministero della Transizione Ecologica) nel novembre 2021.
Il progetto prevede la realizzazione di aree verdi urbane e periurbane nelle 14 città metropolitane del paese, per un’area totale pari a 6.600 ettari.
Le aree metropolitane rappresentano infatti i punti nevralgici, in questo momento storico, in cui si manifestano le maggiori alterazioni degli equilibri ambientali, dai livelli alti di inquinamento atmosferico al consumo di suolo che generano il cosiddetto effetto “isola di calore”. Per questo motivo la forestazione costituisce un efficace strumento per rigenerare l’ambiente urbano, contrastare il cambiamento climatico e migliorare la qualità della vita dei residenti.
Uno studio di OpenPolis (Fondazione specializzata nella raccolta dati, processamento e interpretazione per la produzione di informazioni, inchieste e analisi), pubblicato dal Ministero della Transizione Ecologica, ci fornisce il quadro al 2018 del territorio coperto da alberi nelle città metropolitane del nostro Paese. Consideriamo che per foresta urbana o verde urbano si intende una rete o un sistema che include le foreste, i gruppi di alberi, le alberature stradali, i singoli alberi che si trovano in aree urbane e periurbane, in parchi e giardini.

La città metropolitana di Genova riporta la quota più elevata del proprio territorio ricoperto di alberi (72%).
La seguono Firenze con il 58% e Reggio Calabria (48%), mentre la città metropolitana di Bari si posiziona al 6° posto con il 35%.
Ricordiamo il concetto molto importante di Città Metropolitana che dal 2014 sostituisce le soppresse Province, per cui quando parliamo di Città Metropolitana di Bari ci riferiamo al totale dei 41 comuni della provincia inclusa la città di Bari.
Nonostante in molti articoli abbiamo “tristemente” denunciato l’allarmante consumo di suolo e crescita dell’edificato in città, la classifica stilata sull’estensione molto più ampia della Città Metropolitana genera risultati più rassicuranti grazie al contributo di aree verdi presenti nei comuni della provincia.
Partendo da questi numeri, per sostenere questa innovativa sfida di pianificazione ambientale e territoriale, le città metropolitane dovranno dotarsi di tutti gli strumenti in grado di integrare le esigenze urbanistiche, paesaggistiche, sociali ed economiche con le finalità ecologiche di una foresta. E l’asse “transizione ecologica” del PNRR supporterà proprio questo obiettivo.
In questo processo molto articolato, fatto di attività strategiche, contenuti tecnologici e transizioni economiche entra in campo il grande supporto fornito dall’industria spaziale italiana e dai sistemi di osservazione della terra per il monitoraggio dei territori. Le immagini satellitari sono infatti essenziali nel processo di analisi del trend di monitoraggio del verde. Aziende nel mercato geospaziale, come ad esempio la barese Planetek Italia, dispongono quasi giornalmente di dati satellitari acquisiti su tutto il pianeta ed è facile immaginarne il contribuito concreto per la salvaguardia dell’ecosistema dalla fase di progettazione delle aree verdi, passando per il tracciamento dell’impianto degli alberi fino alla supervisione continua della crescita vegetativa.
In questa immagine satellitare acquisita alla risoluzione di 3 m per pixel dai satelliti PlanetScope, si evidenzia la porzione di territorio tra il quartiere San Girolamo e Palese in cui sono ben visibili diverse aree verdi.

Nell’immagine seguente sono visibili le aree verdi presenti nei quartieri Carrassi e Poggiofranco, al centro è visibile il Parco 2 Giugno.

L’analisi di immagini satellitari non si riduce alla sola indagine visiva. I dati acquisiti da satellite “nascondono” informazioni preziose nelle loro bande multispettrali che, elaborate opportunamente, producono importanti indici sullo stato di salute delle aree verdi e sulle zone che presentano criticità consentendo di intervenire rapidamente per eseguire le adeguate manutenzioni.
Un mondo fatto di innovazione, tecnologia e conoscenza ci potrà condurre a una maggiore consapevolezza della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente.
Foto copertina: Nicola Antonio Imperiale
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Nata a Canosa di Puglia, vive a Bari da circa 30 anni dopo una Laurea in Informatica e Comunicazione Digitale presso l'Università degli Studi di Bari.
Ha iniziato la sua carriera lavorativa come Web Developer per poi spostarsi nel settore geospaziale grazie al ruolo di Product Specialist per il mercato dei dati satellitari presso la società Planetek Italia.
Appassionata di enigmistica, faidate (ogni oggetto abbandonato, nelle sue mani riprende vita), natura, Spagna e Cammino di Santiago.