Biarch – La Chiesa Russa di Bari: lì dove storia, tradizione e architettura dell’Est e dell’Ovest si fondono nel nome di san Nicola
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Si è tenuta questa mattina la conferenza “Storia e l’Architettura del Complesso Monumentale della Chiesa Russa di Bari” presso il Teatro Margherita di Bari nell’ambito del Festival dell’Architettura BiArch. L’argomento della conferenza è la presentazione di questo importante unicum architettonico cittadino simbolo della tradizione storico-religiosa dell’Ortodossia russa e della comune fede e devozione per san Nicola, vanto del quartiere Carrassi.
Per l’occasione abbiamo intervistato preventivamente il dott. Michele D’Alba, coordinatore del progetto.
Cosa ci si aspetta da questo simposio?
«L’evento è stato voluto da Ines Pierucci, Assessore Tecnico, con deleghe alle Culture, Marketing territoriale e Turismo del Comune di Bari, che ci ha invitato a far conoscere quest’opera architettonica alla collettività barese. Obiettivo del nostro gruppo di ricerca è quello di focalizzare l’attenzione su quest’opera, ormai presente da oltre un secolo, cercando di far cogliere tutta la tradizione e la cultura che essa porta con sé. Pertanto l’obiettivo della conferenza sarà quello di avvicinare alla sua conoscenza la comunità barese, per prendere visione del nostro contesto di particolare interesse per tutta l’Europa orientale grazie alla presenza di san Nicola. Conoscerlo meglio significa riscoprire la nostra identità. Un’occasione per tutta la cittadinanza».
Che tipo di rapporti si instaureranno tra il Politecnico di Bari e gli studiosi russi?
«Sin da subito il gruppo di studiosi e ricercatori del Politecnico ha ritenuto proficuo rapportarsi, conoscere e incontrare gli studiosi russi che già da diversi anni erano impegnati nel studiare le opere dell’architetto Aleksej Ščusev. Il loro intento è quello di permettere a noi italiani di prendere confidenza con l’architettura e l’arte connessa all’opera. Un’importante condivisione di ricerche e conoscenze con diverse università di Mosca».
Due anni fa il Politecnico di Bari promosse un convegno sulla Chiesa russa. Questo si pone in continuità?
«Sì, esiste una continuità con quella Giornata di studio del 12 settembre 2019, perché nel frattempo, malgrado le restrizioni della pandemia, le relazioni con i colleghi russi si sono intensificate attraverso verifiche e confronti, che confluiranno nei prossimi studi, ricerche e tesi condotte nel nostro Dipartimento».
Quando saranno pubblicati gli annunciati Atti della Giornata di Studio del 12 settembre 2019?
«Gli Atti sono stati redatti e ormai siamo al punto di arrivo della pubblicazione. Per l’occasione realizzeremo una presentazione alla presenza di autorevoli accademici delle altre università coinvolte nel progetto».
Molta documentazione storico-fotografica sulla Chiesa russa è stata raccolta nell’archivio che il signor Ernesto Stradiotti sta allestendo in un locale messo a sua disposizione all’interno dell’edificio. Come pensate di valorizzarlo?
«Conosco molto bene Nico (Ernesto Stradiotti). Il suo è un lavoro pregevole. Prima della pandemia ha donato tutta questa documentazione al Rettore della Chiesa russa. So che ci sono diverse ipotesi che stanno valutando i russi per presentare questa documentazione alla collettività. Anche, come Politecnico di Bari, speriamo di venire a conoscenza di questa ricca documentazione per procedere con uno studio che abbia a che fare con l’intera opera, compresi i tanti arredi e oggetti che purtroppo sono sparsi per la città e che occorrerebbe recuperare».
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Di seguito la registrazione integrale del convegno
Diacono della Chiesa cattolica di rito bizantino dell’Eparchia di Lungro (CS) degli Italo-albanesi dell’Italia continentale, vive a Bari, con sua moglie Magda Pacillo, dove insegna Religione Cattolica al Liceo Classico Statale “Socrate”. È Dottore in Sacra Teologia, laureato in Scienze Storico-Religiose all’Università “La Sapienza” di Roma. Maestro iconografo, dipinge icone secondo la tradizione bizantina che ha appreso dai suoi numerosi viaggi nei monasteri di Russia, Romania, Grecia e Monte Athos.

