Accadde a Bari – Il colera arriva in città: paura, vaccini e divieti
Correva l’anno 1973. Venerdì 31 agosto, il colera arriva a Bari e si studiano misure precauzionali contro la propagazione dell’epidemia.
Le analisi di Roma confermano che anche a Bari è arrivato il colera (la stampa lo renderà noto il 1° settembre). Dopo Napoli anche nel capoluogo e nelle province pugliesi, iniziano i ricoveri negli ospedali della zona. Al Policlinico di Bari ci sono già 20 persone ricoverate “sospette” con sintomatologia gastroenterica coleriforme e alcuni casi sono gravi.
I vaccini contro il colera
Le dosi di vaccino disponibili su Bari sono usate per immunizzare il personale del porto e i marinai, medici, infermieri, netturbini, vigili urbani e tranvieri, considerati soggetti altamente esposti alla possibilità di contagio.
La gente si reca con ansia presso le farmacie in cerca di misure anti-contagio e vengono dati loro dei sulfamidici. A Bisceglie dopo il primo caso sospetto di contagio è stato ordinato il blocco del personale sanitario in servizio nell’ospedale e in via precauzionale anche delle persone in visita ai parenti ricoverati. Nella città di Brindisi come Bari, è stato vaccinato il personale militare e civile in servizio al porto. A Taranto invece è stato predisposto un reparto d’isolamento nell’ospedale civile. Si cerca di adottare ogni misura precauzionale.
Le ordinanze
L’assessorato regionale alla Sanità al termine di una riunione con i medici provinciali e gli uffici sanitari dei capoluoghi dirama un comunicato stampa in cui sono elencate le nuove ordinanze:
- è vietato il commercio all’ingrosso e la vendita al dettaglio dei frutti di mare di ogni genere
- è vietata la preparazione e la vendita di gelati prodotti in forma artigianale e venduti in forma ambulante
- è vietata la somministrazione di verdure crude negli esercizi pubblici, negli ospedali, nelle mense aziendali e in tutte le comunità in genere
- è vietata l’attività degli stabilimenti balneari che devono essere chiusi con effetto immediato
- è vietato l’impiego di liquami per uso irriguo di colture orticole.
Le verdure dovranno essere consumate solo cotte e il latte bollito.
L’assessorato ha inoltre chiesto all’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese di curare la clorazione delle acque distribuite nelle reti idriche e di effettuare la clorazione anche sui liquami di fogna.
La nota della Regione informa inoltre che per ogni provincia pugliese sarà creato un comitato di controllo con a capo il medico provinciale.
A Roma sono state richieste nuove scorte di vaccino e la risposta è stata che c’è “disponibilità illimitata”.
Altre misure precauzionali e contagiati
Nei giorni successivi saranno adottate altre contromisure per arginare il batterio, come chiusura di cinema, scuole e università.
Prima che il 12 ottobre si consideri finalmente superata l’emergenza, ci saranno 110 contagi accertati e purtroppo anche 6 morti fra Bari e provincia.
Copertina: Gemini Google rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale
Fonte:
La Gazzetta del Mezzogiorno, 31 agosto – 1 settembre 1973
Link Wikipedia Epidemia di colera in Italia del 1973:
https://it.wikipedia.org/wiki/Epidemia_di_colera_in_Italia_del_1973
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

