San Nicola oltre i confini baresi: il viaggio di una reliquia che cambiò il destino di un cavaliere
reliquie
In tutto il mondo moltissime sono le chiese dedicate a san Nicola, che è una figura conosciuta ovunque tanto da assumere anche nomi e connotati diversi. Ma, come ben sappiamo, le ossa del santo sono deposte nella Basilica di San Nicola, anche se lo scheletro non è completo, infatti la parte restante è a Venezia, con l’eccezione di piccole reliquie divise in altre città italiane e non solo.

Oggi parleremo proprio di una di queste reliquie, arrivata addirittura in Francia nel XI secolo, e della bella leggenda a lei accomunata.
La reliquia arriva in Lorena
Ogni leggenda parte solitamente da fatti storici e anche in questo caso le cose non sono andate diversamente. Intorno all’anno 1110 il nobile Aubert de Varangeville, giunse a Bari di ritorno dalle crociate. Bari era infatti un importante porto di passaggio per i crociati e pellegrini che dall’Italia si imbarcavano per la Terra Santa. Il nobile scoprì di avere fra i custodi delle reliquie del santo un lontano parente e, con una certa insistenza, riuscì a farsi consegnare una falange della mano destra del santo. In realtà è molto probabile che comprò a caro prezzo la falange, visto il commercio di reliquie che c’era in quei secoli, ma non vogliamo togliere romanticismo alla storia e terremo per noi questa ipotesi.
Tornato in Lorena, sua terra natia, il nobile depose la reliquia in una cappella sulle rive del fiume Meurthe, chiamata Port come il villaggio, perché una delle insenature del posto era usata come attracco per le barche dei naviganti che percorrevano il fiume. Da quel momento la cappella prese il nome di Saint-Nicolas-de-Port, divenendo a tutti gli effetti la prima chiesa dedicata a San Nicola nella Lorena.
La leggenda del cavaliere
Ma arriviamo alla leggenda. San Nicola, oltre a essere protettore dei bambini, degli scolari, delle donne in età da marito, dei marinai e di altre diverse professioni, è anche considerato il protettore delle vittime d’ingiustizia. Proprio per questo in pochi anni, la chiesa fu “adornata” con le catene degli scarcerati che avevano trovato finalmente giustizia; fra questi il più noto è il nobile Conon de Rechicourt, protagonista della nostra leggenda.
Il cavaliere, partito al seguito di Federico II intorno all’anno 1230 per la sesta crociata, fu fatto prigioniero dagli infedeli e messo ai ceppi. Per quattro anni visse in cella finché, nella notte fra il 5 e il 6 dicembre, prima di abbandonarsi al sonno, pregò con grande intensità il santo originario di Myra affinché lo liberasse da quella lunga reclusione.

Miracolosamente, al suo risveglio si ritrovò sulle scale della chiesa di Saint-Nicolas-de-Port, a migliaia di chilometri di distanza, e le catene che lo tenevano legato caddero al suolo durante la sua preghiera di ringraziamento al santo.
Chiaramente, anche le catene del crociato andarono a decorare la chiesa e da quel giorno ogni anno si celebra il miracolo con una processione che continua ancora oggi. La cappella con le spoglie del santo divenne così celebre che la tradizione locale racconta che perfino la pulzella d’Orléans, Giovanna d’Arco, prima di partire nel 1429 per liberare la Francia passò a rendere omaggio alle reliquie.
La Basilica di Saint-Nicolas-de-Port
Nel 1481 il duca di Lorena Renato II, per celebrare San Nicola che, secondo la credenza dell’epoca, aveva salvato il ducato dal duca di Borgogna Carlo il Temerario, morto nella battaglia di Nancy del 1477, fece ricostruire la chiesa di Saint-Nicolas-de-Port, trasformandola in una maestosa basilica gotica in pietra calcarea bianca che rivaleggia con Notre-Dame di Parigi.

Ormai non si contano le chiese dedicate al santo in Lorena, considerato che è anche diventato il patrono della regione.
Ma al di là dei racconti e delle leggende, il vero segreto di san Nicola resta il miracolo di riuscire a unire popoli anche tanto lontani attraverso i fili invisibili della devozione.
Copertina e immagine interna: creata con Gemini Google rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale
Link Basilica di San Nicola:
https://www.basilicasannicola.it/sez/1/38/54/il-cavaliere-alberto-e-il-sire-di-rechicourt
Link Wikipedia di Basilica di Saint-Nicolas-de-Port:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Saint-Nicolas-de-Port
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.