Sussurri di montagna: intervista ad Alberto Vacchi
poeta
Poesie terse, aggraziate, in cui il respiro dei cinque sensi permea i silenzi e li trasforma in voce: un riverbero rifratto di luoghi, emozioni, impulsi primigeni che si specchiano nella natura e si fanno forma e gesto del paesaggio. Sono queste le caratteristiche della poesia di Alberto Vacchi, autore di molteplici opere, tra cui Il passo che accarezza la terra (Etabeta Edizioni) e alcune liriche che sono state inserite in altrettante antologie: Libro Celeste (IVVI Edizioni, 2023), Parole in fuga vol. 13 (Aletti Editore, 2023) e Poeti per Alda – Premio Alda Merini (Nuova Accademia dei Bronzi, 2023).
Nello stesso anno pubblica La danza delle foglie e Terre increspate (Ilmiolibro.it), mentre un suo contributo poetico è presente anche nell’Agenda Poetica 2024 (Ensemble).
Vacchi è conosciuto inoltre anche come divulgatore, avendo costruito delle occasioni di confronto virtuale per azzerare le distanze e far avvicinare gli utenti ad un modo di leggere la vita ad oggi sempre più urgente. Tra questi il sito Il passo che accarezza la terra, dedicato alla poesia e alle presentazioni librarie, e gli spazi online La via della lentezza, dove esplora il legame tra meditazione e natura, e Camminatori resistenti, in cui la parola poetica si fonde con l’incanto della montagna e della natura.
Poeta di luoghi e di interiorità, con parole setacciate e preziose, quasi fossero grani d’inchiostro, e con la sua penna raffinata, Alberto Vacchi riesce a restituire un senso genuino e autentico all’ascolto e alla lettura.
Ne parliamo su Sinestetiche, nella nostra rubrica dedicata ad autori e artisti di stampo nazionale, dove Alberto Vacchi presenta in anteprima anche Piccolo fiore del mattino, la poesia con cui ha partecipato all’Agenda 2026 – Luoghi della Bellezza di LuoghInteriori.

Il poeta Alberto Vacchi
Chi è Alberto Vacchi e come ti presenteresti a chi non ti conosce?
Sono un viandante in cerca di senso, un osservatore della natura che cerca di ritrovare sé stesso. Per me camminare e scrivere sono due forme di espressione intimamente collegate. L’una ispira l’altra.
Come ti sei avvicinato alla scrittura poetica e quando hai capito che volevi dedicarti a questo percorso?
Quando ero piccolo ho letto le poesie che scriveva mio padre. La sua eredità oggi è la sensibilità alla poesia, alla scrittura. Allora non capivo quanto fosse profondo e coraggioso cimentarsi nella scrittura poetica. Nonostante mio padre fosse bravo nella scelta e nella cura delle parole non è mai riuscito a pubblicare un libro. Ho seguito in parte le sue tracce ed oggi mi nutro ancora di quella sensibilità.
I primi passi
Dove e come hai mosso i tuoi primi passi nella scrittura? Ci sono stati eventi, incontri o luoghi che ti hanno segnato?
Fin da adolescente tenevo un piccolo diario e un quadernetto di poesia. Per me allora la poesia era uno strumento di sfogo che utilizzavo soprattutto per esprimere i miei sentimenti. Sono sempre stato colpito dai poeti che studiavo a scuola da Leopardi, a Manzoni, sino a Montale ed Ungaretti. Poi mi sono avvicinato anche alla poesia orientale. La lettura di tanti libri mi ha sempre affascinato. Qualche anno fa ho partecipato ad un concorso di poesia dedicato alla montagna, vincendo una targa di riconoscimento. Da quel momento ho pensato che fosse tempo di pubblicare.
La musa ispiratrice
Le montagne e i boschi sembrano avere un ruolo centrale nella tua poesia. Cosa ti ispira in questi luoghi e perché senti il bisogno di trasmetterlo attraverso i versi?
Vi ringrazio per questa domanda. In effetti la natura è la mia musa ispiratrice. Quando cammino tra i boschi in montagna provo un senso di pace immenso. Mi sento parte di un tutto che è difficile da spiegare. La montagna assume diversi significati simbolici per me. Diventa luogo di salvezza dal chiasso e dai ritmi frenetici e nevrotici delle città, donna e amante allo stesso tempo, creatura che mi fa perdere la testa. Penso che la salvezza dell’essere umano sia nell’ascolto profondo nella natura.
Come definiresti il tuo stile poetico e quali caratteristiche rendono unici i tuoi testi?
Mi viene in mente la definizione di Paesologia di Franco Arminio, poeta che apprezzo molto. La mia poesia è un elogio alla terra, agli elementi che abbiamo dentro e dei quali siamo fatti ma che purtroppo la civiltà ed il suo presunto progresso ci hanno fatto mettere da parte. Nei miei testi cerco di portare questa suggestione: il legame tra uomo, animali, piante e minerali.
Il primo libro
Il tuo primo libro, “Il passo che accarezza la terra”, segna un momento importante della tua carriera. Di cosa parla questo libro?
Sì, è la prima avventura, il lancio dal trampolino. Si tratta di un pellegrinaggio tra sentieri, luoghi dimenticati, boschi, montagne e antichi borghi che ho compiuto alla ricerca di me stesso e del mio essere in questa vita. La Grigna, il territorio del Lario, le montagne lombarde e alcuni frammenti di Liguria sono gli ambienti che mi hanno ispirato nelle riflessioni e nella stesura di questa raccolta.
Hai anche pubblicato “La danza delle foglie” e “Terre increspate” con Ilmiolibro.it: cosa ti ha spinto a dedicarti a questi diversi progetti editoriali?
Devo ammettere che non ho avuto tutto questo grande successo nella pubblicazione del mio primo libro. Avevo investito molto anche economicamente per realizzare il mio sogno. Nel tempo ho continuato a scrivere e a raccogliere suggestioni ogni volta che andavo a camminare e non solo. Ho pensato quindi di raccogliere pensieri e poesie dedicate agli alberi (nella Danza delle foglie) e poesie ed immagini (in Terre Increspate). Per risolvere il problema degli alti costi di pubblicazione ho scoperto l’autopubblicazione.
Hai una pagina intitolata La via della lentezza: come nasce questo progetto e quale ruolo ha nella tua vita poetica?
Da tempo ho aperto un piccolo sito dedicato alla presentazione dei libri e ad un primo assaggio alle mie poesie. La via della lentezza invece è stato un esperimento per parlare di meditazione e di natura. Ci sono delle pratiche che consiglio e qualche registrazione di tecniche di mindfulness. Di recente scrivo anche in un blog che cerca di fondere montagna, storia, cultura, poesia e meditazione.
La poesia “Piccolo fiore del mattino”
Hai deciso di partecipare all’Agenda 2026 Luoghi della Bellezza con il contributo poetico “Piccolo fiore del mattino”: cosa significa per te essere incluso in questa raccolta e qual è il significato recondito di questa poesia?
Per me è un onore partecipare ad un’agenda che raccoglie i contributi di tanti artisti. Sicuramente è un regalo che terrò nel cuore e che donerò alle persone care. La poesia è dedicata a mio figlio che ha quasi due anni. Il momento del mattino, in particolare poco prima del risveglio, quando la luce filtra dalle tapparelle e siamo insieme, è delicato istante che cerco di cogliere con immensa gratitudine. Lui si sveglia ed è accanto a me e a sua mamma. Tutto sembra fermarsi e nel mio immaginario penso a tutti quei momenti vissuti appieno con lui. Lo vedo così fragile ma allo stesso tempo forte e pronto a farsi spazio verso la vita. Un grande dono.
Cosa pensi di questa esperienza e che valore ha per te confrontarti con altri poeti in progetti come questo?
Sicuramente è una gran bella cosa. Unirsi in un unico progetto, come quello di portare bellezza, oggi è una scommessa importante. Spero che sia qualcosa di forte che arrivi al cuore di chi leggerà e osserverà con attenzione.
Progetti futuri
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Cerco sempre di stare con i piedi per terra. Più che progetti sono sogni e ambizioni. Mi piacerebbe campare di poesie e di racconti. Sono consapevole che oggi nessuno o pochi possono vivere in questo modo. In futuro mi piacerebbe trovare anche un posto tra i monti dove creare eventi poetici, artistici e musicali. Sono convinto che sia necessario il dialogo tra artisti ma anche tra realtà diverse che si supportano a vicenda.
Piccolo fiore del mattino
Piccolo fiore del mattino
nato sotto il bacio del sole,
figlio di una terra che canta,
in un abbraccio di vita e di amore.
Danzando tra i faggi, così leggiadro,
l’acqua ti nutre, ti fa splendere,
un amore che scorre, puro e chiaro,
nel silenzio del bosco, ti fa sorprendere.
Tocchi il mondo con delicatezza,
in punta di piedi, con grazia infinita,
ogni petalo racconta una storia,
un sogno di luce, una dolce vita.
Piccolo fiore, custode del giorno,
in te si riflette il risveglio del cuore,
abbracci le nuvole, i cieli, il ritorno,
sei un canto d’amore, un eterno splendore.
Sito:
https://il-passo-che-accarezza-la-terra.jimdosite.com/
Blog:
https://camminatoriresistenti.blogspot.com/
Telegram:
https://t.me/s/viadellalentezza?before=64
© 2025 Tutti i diritti riservati
Laureata in Filologia Moderna, scrivo per varie testate giornalistiche. Sono editor e correttrice di bozze per libri eterogenei. Appassionata di poesia, ho sempre pensato che scrivere sia una sonda ed io continuerò ad esplorare.