Tra badesse, conti e pittori: viaggio nel passato di Conversano
Conversano
Torniamo a viaggiare alla scoperta delle cittadine pugliesi, sfruttando i viaggi organizzati dall’Aps Martinus, che si occupa del recupero della chiesa di San Martino a Bari Vecchia. Oggi andiamo alla scoperta della storica e pittoresca Conversano, collocata su una piccola collina a 219 metri s.l.m.
La nostra prima tappa non può essere che il famoso Castello di Marchione sulla SP101 a 6 chilometri dal centro abitato.
Castello di Marchione
Lo splendido casino di caccia degli Acquaviva d’Aragona, gli storici signori della città di Conversano, è l’edificio quattrocentesco ampliato e sopraelevato a metà del XVII secolo. Il sito, usato oggi anche come sala ricevimenti, è caratterizzato da una piccola cappella laterale e, sulla facciata, da una scala esterna con due rampe che porta al piano superiore, dove è presente un loggiato a tre archi.

La struttura, a pianta quadrata con quattro piccole torri mozze ai lati, al piano inferiore ospita appunto il salone della sala ricevimenti, gestita dai collaboratori ed eredi del principe don Fabio Tomacelli Filomarino, ultimo discendente del ramo Tomacelli Filomarino dei conti di Conversano, dove sono ancora presenti oggetti e stemmi della famiglia Acquaviva d’Aragona.
Il piano nobile
Saliamo al piano nobile: sul soffitto del salone centrale è presente lo stemma del casato; sulle pareti sono affissi gli alberi genealogici della Casa Acquaviva d’Aragona e della Casa Henriquez, i due rami nobiliari da cui discendeva l’ultimo principe, e diversi dipinti che rappresentano i nobili della casata. Fra questi riconosciamo Giangirolamo II, detto il Guercio (1600-1665), dalla fama piuttosto ambigua.
Anche nelle stanze attigue al salone notiamo tele e ritratti: fra questi colpisce il bellissimo ritratto della contessa Isabella Filomarino di Roccadaspide (1600-1679) moglie del Guercio.
Ogni oggetto è una pagina di storia da raccontare.

Risaliamo sul nostro pullman e riprendiamo il viaggio, lasciandoci alle spalle il castello di Marchione, riconosciuto monumento nazionale nel 1976.
Monastero di San Benedetto
Arriviamo finalmente a Conversano e da lì osserviamo la torre e le alte mura del castello.

Proseguiamo verso la Porta Tarantina e poi giriamo sulla destra, salendo la scalinata per raggiungere il monastero di San Benedetto. Da lontano riusciamo già a intravedere il campanile barocco.

La sua costruzione è iniziata nel VI secolo, ma l’attuale complesso conventuale del monastero di San Benedetto è dell’XI-XII secolo ed era chiamato “Monstrum Apuliae”, perché alle badesse di questo monastero, grazie alla protezione papale di Clemente IV (1265-1268), furono concessi privilegi particolari, quali, per esempio, poter indossare la mitra, impugnare il pastorale e altri onori riservati solo ai vescovi.
Superiamo il portale dell’ingresso e arriviamo alla chiesa con adiacente chiostro.
Qui, attraverso il portale monumentale del 1658 con una coppia di leoni ai lati, da cui partono due colonne corinzie, si accede all’interno.

La chiesa è priva di abside ed è ad aula unica: l’interno del tempio, fra altari in legno, rifiniture dorate e opere di pregevole fattura, è un tripudio di bellezza ed eleganza.
Fra le tante opere che colpiscono il nostro sguardo è impossibile non notare l’altare maggiore con il dipinto dei santi Benedetto e Biagio ad opera di Paolo Finoglio (1590-1645) e l’altare della Madonna del Rosario (o della Vittoria) ad opera di Michele Damasceno (1530 circa-1593).
Museo Archeologico di Conversano
Alcuni locali del complesso conventuale sono usati per ospitare il Museo Archeologico, dove sono presenti resti di ceramiche, oggetti di metallo e monete del VIII secolo a.C. provenienti dalle località di Castiglione e reperti di Norba (antico nome di Conversano) risalenti al IV secolo a.C.
Oltre ai resti di alcuni scavi locali è presente anche la Porta dei Cento Occhi, suggestivo e inquietante oggetto da sempre a metà fra storia e leggenda.

La chiesa di Santi Cosma e Damiano
Lasciamo il museo e ci inoltriamo nella parte vecchia di Conversano, fino ad arrivare alla chiesa dei Santi Cosma e Damiano, eretta ed arricchita di elementi barocchi nel 1636 da Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, dove prima sorgeva la chiesa di San Matteo. La facciata esterna della chiesa è molto sobria, quasi anonima, eppure l’interno del tempio ad aula unica, a partire dal soffitto affrescato, è ricco di dipinti e decorazioni dorate che ricordano la vita e le opere dei Santi Medici. Nel tempio è presente anche una statua di Santa Rita da Cascia, venerata nella chiesa.
Il castello, le pinacoteche e il museo
Ritorniamo poi verso il castello, dove varchiamo la soglia dell’antico maniero di origine normanna, che per ben sette secoli ha ospitato i conti della città. Sul portale è infatti impresso lo stemma della famiglia Acquaviva d’Aragona.
Nell’edificio, in parte ancora in mano a privati, è ospitata la Pinacoteca Netti, dove sono esposte le opere del pittore pugliese Francesco Netti (1832-1894), fra cui emergono i suoi dipinti di splendide donne, paesaggi rurali e scorci urbani del suo paese natale, Santeramo in Colle.
Oltre ad alcune opere di artisti coevi, quali Tomaselli, Bianco e Carpanini.

Poi visitiamo il Museo del Territorio, sempre all’interno del castello, dove siamo colpiti in particolar modo dagli abiti eleganti e dagli arredi sfarzosi databili fra la metà dell’800 e l’inizio del ‘900.
In un’altra ala visitiamo la Pinacoteca Finoglio, dedicata alle opere di Paolo Finoglio (1590-1645): le sue dieci enormi tele, ispirate alla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, sorprendono ed emozionano. Attraverso le sue immagini e colori sembra quasi di vedere i personaggi di Rinaldo, Armida, Tancredi e Clorinda prendere vita.
Dopo questa lunga passeggiata, cerchiamo ristoro presso un ristorante della zona, dove condividiamo un lauto pranzo in allegria.
Convento di Santa Maria dell’Isola
Ma la nostra passeggiata alla scoperta di Conversano è lungi dall’essere conclusa: per motivi di orario ci spostiamo con il pullman al convento di Santa Maria dell’Isola, situato a circa un chilometro e mezzo dal centro abitato.

L’edificio, all’esterno molto sobrio, il cui nucleo originale risale al XV secolo, fu costruito dal conte Giulio Antonio Acquaviva su una cripta naturale. Entriamo in uno dei due chiostri dell’edificio: qui, sui muri, sono affrescate le storie di Giuseppe riportate nelle Sacre Scritture. Al centro del cortile si trova un elegante pozzo barocco.

Restiamo sbigottiti quando, nell’abside della chiesa, notiamo l’enorme cenotafio del conte Giulio Antonio Acquaviva, realizzato in pietra leccese da Nuzzo Barba di Galatina.

Sulla base quattro figure rappresentano le virtù e, sopra di loro, il conte e sua moglie in abiti francescani, oltre a numerosi altri personaggi.

Nella chiesa i dipinti sono del Cinquecento e Seicento, mentre gli altari sono barocchi.

Cattedrale di Santa Maria Assunta
Dopo la visita, torniamo in paese per l’ultima tappa del nostro lungo tour: la Cattedrale di Santa Maria Assunta.

L’edificio è in stile romanico pugliese del XIII secolo, anche se la sua costruzione risale all’XI secolo. Sulla facciata sono presenti un rosone centrale quattrocentesco e due oculi laterali che sormontano tre portali. Ai fianchi del portale principale ci sono due leoni stilofori e, nella lunetta, un bassorilievo della Madonna tra due angeli.

La pianta della chiesa è a croce latina, divisa in tre navate. La chiesa ha subito molti danni a causa dell’incendio del 1911 e l’architetto Milillo, presidente dell’Aps Martinus, dal pulpito ci illustra il lungo e accurato lavoro di restauro effettuato negli ultimi anni per preservare e restaurare questa chiesa, che nei secoli non ha sempre ricevuto le dovute attenzioni e la corretta manutenzione.
Fra le tante mirabili opere nel tempio sono presenti il crocifisso ligneo del XV secolo e il dipinto absidale, oltre all’icona della Madonna della Fonte, protettrice della città, miracolosamente scampati all’incendio che ha distrutto quasi tutti i decori interni originali.
Il nostro viaggio a Conversano finisce qui, ma la nostra voglia di esplorare non è per nulla sopita: non vediamo già l’ora di ripartire alla scoperta di nuove mete e nuove meraviglie.
Link Comune di Coversano:
https://www.comune.conversano.ba.it
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.


































