Il mausoleo di Boemondo: un tesoro nascosto nella cattedrale di Canosa

mausoleo

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La nostra ricerca di luoghi suggestivi e poco conosciuti della Puglia ci porta a Canosa, alla scoperta di un interessante monumento: il mausoleo di Boemondo I. Questo monumento eretto nel XII secolo si trova parzialmente “nascosto” nel complesso della cattedrale di San Sabino a Canosa.

Boemondo I d’Altavilla, fu militare normanno principe di Taranto e d’Antiochia, nato tra il 1051 e il 1058 (data incerta) era figlio di Roberto il Guiscardo e Alberada di Buonalbergo. Battezzato come Marco, fu soprannominato Boemondo dal padre a causa della sua statura e corporatura che ricordava il gigante biblico Behemoth, e così ricordato dai posteri. Combatté i bizantini e nel 1097 partì dalle rive pugliese per la prima crociata in Terra Santa, dove conquisto l’Antiochia. Morì a Bari nel 1111 e i suoi resti furono sepolti a Canosa in un mausoleo costruito in suo onore probabilmente da sua madre.


Bohemond I, ritratto di Merry-Joseph Blondel 1843

Il mausoleo di Boemondo a Canosa

Sulle tracce del nobile normanno, decidiamo di visitare il suo mausoleo. Per farlo entriamo nella cattedrale di San Sabino e qui don Felice Bacco, parroco della cattedrale, ci fa attraversare una porta nel transetto destro del tempio che ci porta in un cortile.

Entriamo nella cattedrale di San Sabino e…
… attraverso una porta entriamo in un cortile

È come fare un passo nel passato: davanti a noi osserviamo quel che resta di un antico cortile con colonnato e l’edificio del mausoleo.

Entriamo in quel che resta di un antico cortile…
… dove sono presenti un mausoleo e un colonnato

È facile notare che il monumento funerario richiama stili e forme arabe e bizantine, testimonianza evidente dei trascorsi nelle terre d’Oriente del personaggio per il quale è stato edificato. La struttura è coperta da una cupola emisferica, che fino agli inizi del 1900 era invece di forma piramidale culminante in una pigna marmorea: la costruzione dopo i restauri ha subito parecchie modifiche.

La struttura è coperta da una cupola emisferica
Cupola vista dall’interno del mausoleo

Le iscrizioni sul tamburo

Sotto la copula c’è un tamburo poligonale con finestre e colonnine, sulle facciate lungo il margine superiore sono presenti delle iscrizioni che celebrano Boemondo:

Magnanimus Sirie iacet hoc sub tegmine princeps,
quo nullus melior nascetur in orbe deinceps.
Grecia victa quater, pars maxima Partia mundi
ingenium et vires sensere diu Buamundi.
Hic acie in dena vicit virtutis abena
agmina millena, quod et urbs sapit Anthiocena

Sotto questa copertura giace il magnanimo principe della Siria,
migliore del quale non nascerà più alcuno al mondo.
La Grecia vinta quattro volte, grandissima parte del mondo,
ebbero a lungo prova dell’ingegno e delle forze di Boemondo.
Costui in dieci battaglie sottomise alle redini della sua virtù
schiere di migliaia di uomini: cosa che sa anche la città di Antiochia.

Sotto la cupola…
… ci sono delle iscrizioni

Al di sotto del tamburo, il piano terra della costruzione è composto da tre facciate con arcate cieche sostenute da pilastri con capitelli.

Sulle facciate del mausoleo…
… ci sono delle arcate cieche

Al centro del monumento c’è la pregevole porta bronzea a due battenti realizzata nel XII secolo da Ruggiero da Melfi.

La porta bronzea…
… a due battenti

Le iscrizioni sulla porta

Sul primo battente ci sono incisi tre rosoni e delle iscrizioni:

Unde boat mundus, quanti fuerit Boamundus:
Grecia testatur, Syria dinumerat.
Hanc expugnavit, illam protexit ab hoste;
hinc rident Greci, Syria, dampna tua.
Quod Grecus ridet, quod Syrus luget, uterque
iuste, vera tibi sit, Boamunde, salus.

Vicit opes regum Boamundus opusque potentum
et meruit dici nomine iure suo
intonuit terris. Cui cum succumberet orbis,
non hominem possum dicere, nolo deum

Qui vivens studuit, ut pro Christo moreretur,
promeruit, quod ei morienti vita daretur.
Hoc ergo Christi clementia conferat isti,
militet ut celis suus hic adleta fidelis

Intrans cerne fores; videas, quid scribitur; ores,
ut celo detur Boamundus ibique locetur

Per questo il mondo rimbomba di quanto sia stato Boemondo:
la Grecia lo testimonia, la Siria lo enumera
Egli espugnò questa, protesse quella dal nemico;
così i Greci ridono dei tuoi danni, o Siria.
Ciò di cui ride il Greco, ciò di cui piange il Siro,
l’uno e l’altro giustamente, sono per te vera salvezza, o Boemondo.

Boemondo vinse la potenza dei re e l’opera dei potenti
e a buon diritto meritò che dal suo nome si dicesse
che tuonò nelle terre. E, dal momento che il mondo soccombette a lui,
non posso chiamarlo uomo, ma non voglio chiamarlo dio.

Chi vivendo si adoprò a morire per Cristo,
meritò che a lui morente venisse data la vita.
Dunque, la clemenza di Cristo gli conceda questo,
che questo suo fedele atleta faccia il soldato in cielo.

Tu che entri osserva la porta; guarda ciò che è scritto; prega
che Boemondo sia dato al cielo e che lì venga collocato.

Le iscrizioni sono presenti…
… anche sui battenti della porta bronzea

Le immagini raffiguranti Boemondo

Sull’anta di destra invece oltre ad altre incisioni sono presenti due formelle che raffigurano Boemondo in compagnia di altri personaggi della famiglia Altavilla.

Immagine di Boemondo con altri personaggi della famiglia Altavilla

La lastra di marmo

Entriamo infine nel mausoleo, che si presenta privo di addobbi o elementi decorativi particolari, a causa dei tanti restauri che ha subito il monumento, con la sola eccezione delle colonne di sostegno e di una lastra di marmo incassata nel pavimento con sopra incisa la dicitura “Boamundus”, che ricopre la tomba che dovrebbe (usiamo il condizionale perché non tutti gli storici sono d’accordo su questo punto) contenere le spoglie mortali del nobile normanno.

All’interno non di sono elementi decorativi particolari…
… tranne le colonne…
… e una lastra di marmo…
… con la dicitura “Boamundus”

Un meraviglioso monumento funerario poco noto, un altro dei tanti tesori nascosti della splendida regione pugliese che meritano di essere visitati per riscoprire la nostra storia.


Fotografie: Daniela Valentino

Bibliografia:

Fulvio Delle Donne, Le iscrizioni del mausoleo di Boemondo d’Altavilla a Canosa, in “Archivio Normanno-Svevo”, Ariano Irpino, 2010.

Link Catalogo Beni Culturali:

https://catalogo.beniculturali.it/approfondimento/puglia-provincia-bari/mausoleo-boemondo-canosa-puglia

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

1 ha pensato a “Il mausoleo di Boemondo: un tesoro nascosto nella cattedrale di Canosa

  1. A Boemondo lo spinse il grande sogno del suo padre di conquistare Costantinopla e cingersi la corona imperiale. Dopo la morte di Roberto il Guiscardo e al servizio del Papa Urbano II vede toccare quest’occasione con la prima crociata. Per ciò si è fermato ad Antiochia senza mai arrivare a Gerusalemme, semplicemente non era nei suoi piani. Vinse la sua battaglia e diventa Principe di quel territorio. Nel 1100 cade prigioniero di Danishmend a Malatya e dopo tre anni viene liberato. Insieme al nipote Tancredi ed il Conte di Edesa ci provano a conquistare Harran ma vengono sconfiti. Abbandona la terra orientale e torna in Puglia. Anni dopo tenta nuovamente la guerra tutta personale contro Bisanzio ma viene nuovamente sconfito e deve sottoporsi all’imperatore orientale come suo vassallo al dover riconoscere Antiochia come terra bizantina. Torna nuovamente in Puglia e morirà a Canosa come suddito avvolto in un manto di vergogna. Come Signore della Puglia centro-meridionale favorì l’insediamento di molte comunità religiose orientali, patrocinando tra altre San Nicola di Casole e Santa Maria del Cerrate.
    Nello stipite marmoreo sinistro del suo mausoleo, in basso, c’è la incisione raffigurante un sacerdote egiziano testa in giù.

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