Il libro biblico dei Salmi sotto la lente di 15 giovani filologi
Salmi
Tra tutti i libri della Bibbia, quello de “I Salmi” è certamente il più commentato della storia della tradizione esegetica, non solo ebraica, ma anche cristiana essendo il libro più citato anche nel Nuovo Testamento. Il Salterio, infatti per il suo carattere lirico, ha permesso a credenti e non, di ritrovare nelle sue parole tutto il variegato ventaglio di emozioni e sentimenti che caratterizzano il tortuoso svolgersi dell’esistenza umana.
Ma il suo interesse va ben oltre i confini religiosi e coinvolge, almeno a partire dal XIX secolo, anche la filologia classica grazie all’influenza esercitata sulla cultura occidentale lungo i millenni della sua storia. Segno ne è il volume miscellaneo
La lira di Davide. Esegesi e riscritture dei Salmi dall’Antichità al Medioevo, a cura di Daniele Tripaldi (prefazione di Maria Valeria Ingegno), Aracne editrice
Raccoglie un decennio di studi condotti da brillanti, giovani studiosi sulla ricezione e interpretazione del libro dei Salmi, convocati e guidati, a partire da un seminario per l’anno accademico 2011-2012 tenuto dal professor Lorenzo Perrone, dopo l’inattesa scoperta, da parte di Marina Molin Pradel, di 29 omelie inedite di Origene (185-232) sul Salterio.
15 saggi
Ben 15 saggi di alto valore filologico che nella sua sintetica presentazione della dottoressa Imgenio, dell’École Pratique des Hautes Études di Parigi, viene mostrato l’ampio raggio di interessi toccati dai vari studiosi. Si spazia dall’analisi generali sulla formazione del libro biblico e sulle varie “incarnazioni” in ebraico, greco (l’antica e ispirata traduzione dei LXX), latino, aramaico, siriaco e copto – all’analisi di singole specifiche sezioni, come i salmi, 15, 90, 139, ecc… attraversando tutte le epoche, dall’antichità patristica fino al medioevo.
Un approccio, appunto, principalmente filologico, che potrebbe risultare alquanto ostico a chi fosse totalmente a digiuno di studi biblici. Rivolto soprattutto a un pubblico generalmente colto, non necessariamente ristretto al solo ambiente accademico, offre tuttavia una prospettiva nuova alla lettura dei centocinquanta Salmi, e uno stimolo ad approfondire e gustare la bellezza della saggezza contenuta.
I motivi per leggere questo libro sullo studio dei Salmi
Volendo ridurre al nocciolo di tre, i principali motivi per cui tale libro meriti di essere letto e discusso direi: innanzitutto l’abbondante materiale letterario raccolto dal confronto serrato tra i testi più originari, ebraico, greco, e latino. Ne viene fuori il grande sostrato culturale comune a tutto il Vicino Oriente Antico e all’Europa sud-orientale, da cui sono derivati simboli e topoi letterari che dal testo biblico hanno finito per influenzare persino il pensiero gnostico e l’opera storiografica dell’impero romano d’Oriente.
Un secondo motivo può essere rintracciato nell’approfondita esegesi patristica, sia greca che latina, di commenti e citazioni dei Salmi fatti da numerosi autori dei primi secoli del Cristianesimo, in particolar modo Agostino, appassionato lettore del Salterio. Grazie a tale impegno accademico è possibile ricostruire la significativa presenza del Salterio all’interno del dibattito teologico che ha attraversato le prime comunità cristiane, soprattutto riguardo la dimensione soteriologica e spirituale della storia umana.
Infine, un terzo motivo per addentrarsi nei fascinosi temi trattati da quest’opera, può essere rappresentato dall’analisi di alcune letture del Salterio fatte in età carolingia e sino alle soglie dell’età rinascimentale, che testimoniano come l’interesse religioso e morale per i Salmi non abbia mai smesso di esistere e possa anche illuminare il nostro presente, oscurato da un consumismo che riduce l’esistenza umana alla sola dimensione materiale.
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Pierpaolo Favia, laureato in scienze religiose, insegna religione nella scuola primaria. È presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Il Filo del discorso” e membro del Tavolo Laudato Si’ dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto e dell’Èquipe “Giustizia, Pace e Integrità del Creato” della provincia dei Frati Minori “San Michele Arcangelo” di Puglia e Molise.