Accadde a Bari – Viene demolita la “Socia” (1962)
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Correva l’anno 1962. Domenica 25 febbraio, viene data la notizia dell’imminente demolizione del casermone noto come la “Socia” in piazza Luigi di Savoia.
Inaugurato nel 1880 alla presenza di re Umberto I, che si compiacque per l’opera realizzata. Nacque grazie ad una cooperativa di lavoratori (facchini di porto per la precisione). All’epoca i suddetti operai vivevano spesso in case fatiscenti. Il sindaco Vito Nicola De Niccolò invitò un noto commerciante barese Pietro Di Benedetto a riunire i vari operai in una cooperativa con scopi unanimi. La neonata cooperativa chiese e ottenne la somma di ben 50 mila lire alla Banca d’Italia e con quella cifra riguardevole acquistò il suolo e costruì i vari appartamenti con ogni comfort. Il denaro non speso fu usato per l’acquisto di cavalli da tiro che dopo il lavoro venivano riportati dai proprietari nelle stalle poste negli scantinati del casermone. Queste erano dotate di canaletto di scarico per i liquami che finivano in un pozzo nero. All’epoca non esisteva ancora una vera fognatura.
Il nome “Socia” fu scelto per ribadire l’idea di una comunità e infatti nel casermone trovarono alloggio ben 180 famiglie.
Con il passare del tempo però la cooperativa si sciolse e alcuni appartamenti furono venduti ad estranei. Pian piano il casermone iniziò ad essere abitato anche da persone di dubbia moralità e in alcuni di quegli appartamenti sempre più fatiscenti e malsani iniziarono diverse attività illecite, tra le quali prostituzione e contrabbando. In qualche decennio, quello che era nato, dalle parole dell’ing. Donato Bosco, come «il primo esempio di fabbricato razionale a tipo popolare dell’Italia meridionale», divenne sinonimo di un luogo di malaffare e da evitare.

Già prima dell’abbattimento dell’edificio, parte dei suoi inquilini, a causa dell’inabitabilità di alcuni appartamenti, furono trasferiti altrove.
Il vecchio edificio popolare, verrà sostituito da un palazzo costruito con tecniche più moderne.
Fonte:
La Gazzetta del Mezzogiorno, 25 febbraio 1962
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.
Il trasferimento di tanta gente volutamente tenuta unita nel casermone che aveva anche una uscita da corso Cavour con possibilità di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine. Tutti furono spostati a Iapigia altro errore.
Interessante articolo. Tanta storia della nostra città è ai cittadini stessi ancora sconosciuta. Grazie per la divulgazione del sapere.