Piogge intense e campagne inondate: il Fiume Ofanto “sorvegliato speciale”

ofanto in piena

ofanto in piena

Nei giorni scorsi, la provincia di Barletta Andria Trani è stata colpita da piogge intense che hanno notevolmente ingrossato il letto del fiume Ofanto provocando l’allagamento di molte campagne circostanti. Quando si verificano agenti atmosferici di questa portata, i principali pericoli sono legati ad inondazioni, frane e smottamenti, che spesso coinvolgono anche infrastrutture stradali e abitazioni.

L’Ofanto in piena
Le campagne e i campi coltivati…
… completamente allagati

Perché è importante monitorare gli effetti dei fenomeni atmosferici?
L’utilizzo di tecniche di osservazione della terra ha il compito determinante di vigilare e tutelare lo stato di salute del nostro pianeta e garantire la sicurezza delle persone. Lo studio puntuale delle variabili climatiche e ambientali, favorisce infatti interventi in sicurezza da parte delle Forze dell’Ordine in situazioni di pericolo come alluvioni e consente di prevedere potenziali danni provocati dagli eventi metereologici. Esistono oggi tecnologie satellitari specializzate in monitoraggi del territorio continui e di lungo periodo, che raccolgono un ingente flusso di informazioni geografiche destinate a trasformarsi in indicatori essenziali all’identificazione dell’entità e pericolosità dei fenomeni naturali. Si chiama PlanetScope la “flotta” di circa 200 minisatelliti della dimensione di 10 cm x 10 cm x 50 cm, caratterizzati da un’alta frequenza di acquisizione d’immagini satellitari del territorio. Lanciati in orbita dalla società americana Planet, sono in grado di fornirci immagini su ogni parte del mondo in maniera costante, quasi giornaliera.

Abbiamo raccolto alcuni dati geografici sull’area del fiume Ofanto, in prossimità del Ponte Romano a Canosa di Puglia. La prima immagine è stata acquisita dal satellite il 15 gennaio, prima del maltempo, e la seconda il 24 gennaio, dopo la forte precipitazione. Il confronto ci rende un’idea chiara della portata della piena e dello straripamento degli argini.

Immagine prima del maltempo: 15 gennaio (ph: (c)Planet Labs Inc.)
La linea gialla indica il normale corso del fiume (ph: (c)Planet Labs Inc.)
Immagine dopo la pioggia: 24 gennaio (ph: (c)Planet Labs Inc.)
La linea rossa mostra la piena e lo straripamento del fiume (ph: (c)Planet Labs Inc.)

Quali rischi comporta un fiume colmo di detriti?
Esiste una quantità fisiologica di detriti e sedimenti normalmente trasportata da un corso d’acqua, che per natura non desta preoccupazioni. Al contrario, quando i letti dei fiumi si ingrossano a causa del maltempo, i detriti possono diventare pericolosi per l’uomo e per la navigazione poiché si tratta spesso di grandi tronchi o perfino di materiali provenienti da abusi edilizi realizzati in prossimità di boschi e aree protette, che possono ostacolare il corso del fiume stesso o riversarsi in mare. Anche questi accumuli possono essere sorvegliati dall’alto per avere un controllo della dimensione. Ce ne fornisce una dimostrazione l’immagine satellitare acquisita il giorno 13 gennaio sulla foce del fiume Ofanto dopo una intensa pioggia.

Detriti alla foce (ph: (c)Planet Labs Inc.)

Ricordiamo che gli eventi atmosferici e stagionali non si limitano solo a provocare alluvioni, inondazioni, frane. I rischi per il pianeta e i suoi abitanti sopraggiungono spesso anche da incendi, sismi, siccità, tutti fenomeni oggi ampiamente controllabili con il monitoraggio da satellite. Si pensi ad esempio all’intrinseco legame tra irrigazione e siccità e all’importanza delle pratiche irrigue per il settore dell’agricoltura. I fenomeni possono essere accuratamente gestiti nell’ottica di una ripartizione adeguata delle risorse idriche, della definizione di soluzioni alternative per sopperire alla mancanza di acqua negli invasi, o di dichiarazione di stato di allerta.

Due immagini satellitari sulla Diga del Locone, in prossimità di Minervino Murge, illustrano come nell’estate del 2020 in cui si è verificata una delle più gravi siccità del sud Italia, l’invaso mostrava un livello d’acqua molto più basso rispetto ad una recente immagine del 2023. I rami più estremi dell’invaso infatti risultano completamente privi di acqua nello scatto del 2020, e il perimetro chiaro, quasi biancastro, mostra le pareti a cielo aperto totalmente asciutte.

Diga del Locone foto del 11/08/2020 (ph: (c)Planet Labs Inc.)
Diga del Locone foto del 18/01/2023 (ph: (c)Planet Labs Inc.)

Le nuove tecnologie consentono dunque di condurre analisi storiche e produrre studi statistici finalizzati a valutare rischi e salvaguardare l’ambiente che ci circonda e, di conseguenza, le nostre vite e la nostra sicurezza.


Video del fiume Ofanto in piena

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Nata a Canosa di Puglia, vive a Bari da circa 30 anni dopo una Laurea in Informatica e Comunicazione Digitale presso l'Università degli Studi di Bari.
Ha iniziato la sua carriera lavorativa come Web Developer per poi spostarsi nel settore geospaziale grazie al ruolo di Product Specialist per il mercato dei dati satellitari presso la società Planetek Italia.
Appassionata di enigmistica, faidate (ogni oggetto abbandonato, nelle sue mani riprende vita), natura, Spagna e Cammino di Santiago.

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