La storia di Felice Lippolis, l’inventore dei “gelati al forno” nel centenario del suo Hotel Adria

hotel adria197

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“Mèh, fàmmene scì, ca-iè ttarde!” – “Aspìitte, addò và, mò vènene le gelate do furne”.

“Vabbè, fammene andare ch’è tardi” — “Aspetta, dove vai, stanno per arrivare i gelati da forno”.

Avvezzo alle spiritose invenzioni linguistiche, questo peculiare modo di dire dell’arguto popolo barese ha un preciso riferimento storico. Nasce sul finire degli anni Venti del Novecento, grazie ai famosi gelati della Pasticceria-gelateria di Felice Lippolis, in piazza sant’Antonio e pubblicizzati al grande pubblico nella prima Fiera del Levante del 1930.

Pasticceria-gelateria di Felice Lippolis

Ma non è di questo che intendiamo parlare, quanto piuttosto di un’altra “iniziativa” partorita dalla mente fervida del Lippolis: l’Hotel Adria, che quest’anno compie cent’anni. Venne infatti inaugurato nel 1922.

Non so se cento anni siano sufficienti per essere considerato “storico”, ma ad ogni buon conto, si consideri che, ad oggi, alberghi nati a Bari tra fine Ottocento e i primi vent’anni del Novecento restano solo: il Leon d’Oro, il Moderno, in via Crisanzio, e l’Oriente in corso Cavour.

Grand Hotel Leon d’Oro
Hotel Moderno in via Crisanzio
Hotel Oriente in corso Cavour

Ma cosa sappiamo di Felice Lippolis? Nasce il 7 ottobre 1874, da una famiglia nocese di caffettieri-pasticcieri.

Felice Lippolis

Suo nonno Felice (classe 1818), ultimo di sette figli, nel 1856 lascia Noci, suo paese d’origine, e si trasferisce a Bari, aprendo un Caffè-Dolciumi a Barivecchia, in piazza Arcivescovado 8/9. Ha con sé la moglie e tre figli, Giuseppe, Chiara e Anna. Avendo esperienze di caffettiere a Noci, lancia una specialità di tarallini all’uovo “giulebbati” (che fossero i primi écchie de sanda Lecì ?), ottenendo un buon successo.

Il figlio Giuseppe, presa la licenza elementare, va a lavorare al Caffè “Spezieria Manuale” di Michele Scarano al corso V. Emanuele II, con lui, apprendista, Francesco Bitetto (u marenaridde) col quale instaura diversi comparaggi. Appreso il mestiere, torna a lavorare con papà Felice, iniziando la produzione di confetti. A ventidue anni, sposa Maria Michela Bonante, figlia (fu Tommaso) e, il 7 ottobre 1874, nasce il nostro Felice, che a tre anni rimane orfano di madre. Il padre si risposa, e da questa unione nascono sette figli, ma ne sopravvivono solo Vito e Girolamo. Rimasto nuovamente vedovo, si risposa una terza volta.

Felice a quattordici anni va a lavorare presso la pasticceria di Antonio Tomasicchio in corso Vittorio Emanuele. Nel 1899, a ventiquattro anni, sposa Maria Spadafina di anni diciassette, orfana di entrambi i genitori, la quale porta in dote un palazzotto in via Zuppetta (il futuro Hotel Adria), e nascono cinque figli: Giuseppe (1900), Nicola (1902, futuro assessore e creatore del Maggio Barese), Mario (1904), Maria (1906) e Alberto (1908). 

Gli anni della prima guerra furono terribili, dato che venne proibita la fabbricazione dei dolciumi per cui il nostro, dopo essere riuscito a evitare la chiamata alle armi, iniziò a girare l’Italia, comprando e vendendo partite di merci varie. Tra gli altri affari, a Pola, comprò, per 300 mila corone (180 mila lire) la gestione di un albergo e si trasferisce a Trieste. Ma non erano solo affari, perché quella zona era frequentata da un nutrito numero di baresi. 

Rientrato a Bari, mentre la pasticceria riprendeva la sua attività grazie alla presenza della moglie, Felice comincia i lavori del suo palazzo di via Zuppetta, trasformandolo in albergo. Nel 1921, inaugura l’Hotel Regina e l’anno successivo nasce L’Hotel Adria. 

Fattura d’epoca
In via Zuppetta…
… c’è l’Hotel Adria

Buon compleanno Adria.


Foto d’epoca: collezione Alfredo e Felice Giovine

Foto moderne: Nicola Antonio Imperiale

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Felice Giovine è nato a Bari. Nel 1985 ha creato il Centro Studi Baresi, il Comitato per l’eliminazione del J (gei) dall’italiano e dal barese; nel 2009 ha pubblicato e diretto U Corrìire de BBare (fino a febbraio 2012); nel maggio 2012, l’Accademia della Lingua Barese “Alfredo Giovine” (con Rino Bizzarro, Gigi De Santis e Gianni Serena). È figlio di Alfredo da cui ha ereditato l’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi e la Sezione Civiltà Musicale Pugliese, oltre a la crosce de mbarà a le barise a llègge e a scrive come se dève la lèngua noste.

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