Salento: Litoranea Castro – Otranto, un breve itinerario per scoprire le bellezze che si affacciano sul Mare Adriatico

litoranea

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Salento: “lu sole, lu mare, lu ientu”. Così cita il detto che descrive la parte meridionale della nostra regione. E, attraversando la litoranea che va da Castro a Otranto, possiamo apprezzare tutti e tre questi elementi: il sole alto e dorato, il mare con le sue mille sfumature che vanno dal blu al verde e il vento, quasi sempre presente su questo panorama così “agreste”.

Il viaggio inizia da Castro

Iniziamo il nostro viaggio proprio dalla “Perla del Salento”, ovvero Castro, situata sul versante orientale della penisola salentina. Imbocchiamo la SP358 che ci collega al “Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”. Esatto, “parco naturale” perché tutto il tratto di litoranea che percorriamo è un’area naturale protetta istituita con la legge regionale n. 30/2006.

La prima attrazione del nostro viaggio è la Grotta Zinzulusa, situata nel territorio di Castro. Questa grotta marina di origine carsica deve il suo nome al termine dialettale “zinzuli” (in italiano “brandelli di stoffa”), immagine ricordata dalle stalattiti e stalagmiti che la caratterizzano. Visitandola è possibile ammirare la preziosa biodiversità che la abita.

Grotta Zinzulusa (Castro)
Sulla parete superiore è possibili scorgere i “zinzuli”
Tramonto da Grotta Zinzulusa

La suggestiva Torre Miggiano

Continuiamo il nostro itinerario sulla SP358 e ci dirigiamo verso la prossima tappa: Porto Miggiano. Siamo in una piccola frazione di Santa Cesarea Terme, rinomata località termale del Salento. Qui, troviamo l’omonima costruzione a “sorvegliare” una delle baie più suggestive della zona: Torre Miggiano. Costruita a difesa del porto, non abbiamo notizie certe sulla data della sua realizzazione, anche se la sua edificazione è sicuramente precedente al Cinquecento: era già presente, infatti, nelle cartografie del Baronato di Vignacastrisi.

Baia di Torre Miggiano
L’antica Torre Miggiano

Palazzo Sticchi

Proseguiamo poi verso Santa Cesarea Terme. Qui, restiamo incantati da alcuni palazzi moreschi: primo fra tutti Palazzo Sticchi che si affaccia direttamente sulla costa. Diventata famosa per le acque termali sulfuree, ospita ogni anno moltissimi turisti che desiderano vivere una vacanza all’insegna del relax, del mare e della buona cucina.

La litoranea di Santa Cesarea Terme con Palazzo Sticchi
Particolare Palazzo Sticchi

Torre Minervino

Riprendiamo il nostro cammino, fino a scorgere sulla nostra destra un’altra imponente costruzione: si tratta di Torre Minervino, eretta per sorvegliare la costa evitando così il pericolo d’incursioni via mare. Ci troviamo in “località Paradiso”, a circa 60 m.s.l.m. Questa torre, databile intorno al XVI, è stata restaurata nel 2009.

Torre Minervino che sorveglia la costa

La Grotta dei Cervi

Costeggiamo poi Porto Badisco, frazione del comune di Otranto, famosa per la sua baia che, secondo la leggenda, fu il primo approdo di Enea in Italia. Qui, è custodito un prezioso tesoro: Grotta dei Cervi. Scoperta nel 1970, non è accessibile al pubblico per preservarne i pittogrammi al suo interno risalenti addirittura al Neolitico. Proprio questi segni grafici posti sulle sue pareti, che sembrano rappresentare dei cervi, danno il nome al sito.

La baia di Porto Badisco sottostante gli ingressi della grotta dei cervi
Località “Le Taiate” – Porto Badisco

La fine del viaggio sulla Castro – Otranto: Faro Punta Palascìa

Abbandonate le tracce dell’Eneide, continuiamo il nostro percorso. Imbocchiamo la SP87 e all’improvviso il paesaggio cambia. Il blu del mare lascia spazio ad altri accostamenti cromatici: il giallo del grano s’intreccia con il verde dei campi. Dopo una curva scorgiamo un piccolo cartello stradale: “Faro Punta Palascìa”. Quest’ultima tappa è d’obbligo. Ci troviamo, esattamente, nel punto più ad est d’Italia. Le albe, ammirate da qui, sono considerate quasi “magiche”, dato il loro fascino, ed esiste la tradizione locale di osservare la prima alba del nuovo anno col faro come sfondo. Sfortunatamente, al momento, non è possibile visitare il suo l’interno a causa di lavori di ristrutturazione.

Faro Punta Palascìa
La vista dal faro di Punta Palascìa

Termina così un itinerario di appena 20 chilometri, che ci ha permesso di contemplare non solo la forza del mare e la bellezza della natura, ma ci ha fatto scorgere storia e leggenda: perché tutto questo è la Puglia, tutto questo è il Salento.


Fonti:

https://www.comune.otranto.le.it/

https://www.parcootrantoleuca.it/

https://torricostieredelsalento.com/

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Barese DOC, laureata in interpretariato e traduzione. Lavoro come addetta al customer care e, nel tempo libero, mi diletto con i miei hobby: la fotografia, i viaggi e la scrittura.
Da sempre curiosa di natura, amo esplorare posti nuovi e ammirare le bellezze che ci circondano.

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