Fenêtres a Bari: finestre che mostrano mondi e suggestioni
finestre
Le finestre hanno da sempre stimolato la fantasia e destato curiosità. Non sono semplici elementi architettonici, aperture nei muri, ma superfici narrative, soglie visive che raccontano storie, abitudini e presenze. In molte culture, soprattutto all’estero dove accessori come le tende sono poco diffusi, la finestra diventa parte integrante del paesaggio urbano, un elemento esposto, osservabile, quasi dichiarato. È proprio questa prospettiva che attraversa la mostra Fenêtres, ospitata all’Artoteca Alliance Française di Bari.

Protagonista dell’esposizione è Alberta Zallone, artista pugliese con un percorso internazionale che l’ha portata a vivere e lavorare tra Europa e Stati Uniti. Le sue fotografie nascono dall’osservazione attenta e curiosa di finestre incontrate nel tempo, soprattutto in contesti urbani come New York e Parigi.
Finestre sulla realtà
Un percorso iniziato, come spesso accade, per casualità, in situazioni di routine quotidiana in cui la finestra si è manifestata quasi come un invito a sbirciare le abitudini altrui, un elemento architettonico e simbolico e allo stesso tempo parte di una composizione più ampia fatta di gesti, luci e persone che raccontano vita.
Come dichiara la stessa Zallone: «La finestra è sempre un punto di passaggio tra il dentro e il fuori ed è ambivalente. Incornicia ciò che c’è fuori, il paesaggio esterno o semplicemente la luce in ore diverse. La luce del giorno o serale dà toni diversi anche a stanze apparentemente anonime». Una riflessione che chiarisce come, nelle sue immagini, la finestra diventi strumento di indagine poetica, capace di trasformare superfici ordinarie in racconti visivi sospesi.
Città diverse e racconti diversi
E questi racconti si trasformano da città a città, passando dalle finestre dei grattacieli americani a quelle più intime delle case parigine. Se tra le architetture multipiano degli Stati Uniti e le facciate di Parigi esiste un abisso, è soprattutto nello sguardo che le attraversa. In America, le finestre illuminate di giorno e di notte raccontano spazi di lavoro seriali, piani sovrapposti abitati da figure spesso isolate, immerse in geometrie regolari, arredi funzionali, schermi e luci artificiali. Scene ripetute, quasi collezionate, in cui la reiterazione finisce per disumanizzare, trasformando le persone in presenze silenziose, simili a oggetti osservati a distanza.

Di segno opposto è l’esperienza francese. Le finestre delle case parigine, soprattutto quelle fotografate al crepuscolo o di notte, evocano una dimensione più intima e memoriale. Dietro tende appena accennate o vetri velati, non si colgono figure nette ma ombre, assenze, tracce di una vita interiore che richiama la Parigi d’altri tempi, quella delle mansarde e della scrittura, della luce fioca di una lampada che accende l’immaginazione. Qui la finestra non è solo apertura sull’esterno, ma filtro della memoria, luogo sospeso tra presenza e nostalgia.
La mostra, curata da Ennery Taramelli, raccoglie 22 fotografie ed è visitabile gratuitamente fino all’8 febbraio. La curatrice sottolinea come le finestre di Fenêtres non siano semplici soggetti, ma veri e propri elementi narrativi:
«Più che un invito a guardare attraverso, le finestre rappresentano un invito a guardare oltre». Un “oltre” che riguarda anche l’interpretazione personale di chi osserva.
La sede dell’esposizione
A rendere l’esperienza ancora più suggestiva è il luogo che ospita l’esposizione. La sede di Alliance Française è in strada De’Gironda 22, nel cuore di Bari Vecchia. Raggiungibile attraversando l’antico androne di Palazzo Gironda, l’Alliance è uno spazio che da decenni promuove incontri culturali e scambi internazionali. La sala, intima e carica di storia, dialoga perfettamente con le immagini esposte, amplificando il senso di sospensione e silenzio evocato dalle fotografie.
Fenêtres ci ricorda come la vita di una persona possa esprimersi attraverso forme diverse di arte: la scrittura, la pittura, ma molto spesso anche la fotografia, capace di fissare frammenti di realtà che si desidera lasciare impressi e condividere. Le immagini diventano così parole silenziose o pennellate di luce, pensate per essere trasmesse agli altri, affinché ciascuno possa riconoscervi una storia propria, o semplicemente fermarsi a guardare.
Link della mostra:
https://www.alliancefrba.it/fenetres/
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Nata a Canosa di Puglia, vive a Bari da circa 30 anni dopo una Laurea in Informatica e Comunicazione Digitale presso l'Università degli Studi di Bari.
Ha iniziato la sua carriera lavorativa come Web Developer per poi spostarsi nel settore geospaziale grazie al ruolo di Product Specialist per il mercato dei dati satellitari presso la società Planetek Italia.
Appassionata di enigmistica, faidate (ogni oggetto abbandonato, nelle sue mani riprende vita), natura, Spagna e Cammino di Santiago.



