Accadde a Bari – I commercianti si tassano per finanziare il porto nuovo (1843)
porto nuovo
Correva l’anno 1843. Sabato 28 ottobre, i commercianti barese decidono di tassarsi per veder realizzato il porto nuovo.
L’idea di un nuovo porto è un progetto che da sempre angustiava i baresi e i loro governanti. Lo storico Antonio Beatillo suggerisce che anche l’imperatore Federico II nel 1239, aveva pensato di dotare la città di un nuovo porto ma poi l’impresa non era andata a buon fine.

Per secoli i commercianti baresi, per favorire i loro affari, chiesero costantemente ai diversi governanti la creazione di un nuovo porto ma senza mai giungere a un risultato. Nel 1829, il governo borbonico inviò a Bari l’ingegnere Gaetano De Giorgio per prendere misure ed eseguire saggi nella zona tra S. Antonio e S. Scolastica e in conseguenza di questo l’ingegnere De Fazio presentò un progetto che però fu respinto, soprattutto a causa della situazione delle disastrate finanze comunali. Problema simile si ripresentò nel 1842.
L’anno successivo, i commercianti comprendendo che senza un loro sostanziale sostegno, l’idea di un nuovo porto sarebbe rimasta solo sulla carta, sacrificarono parte delle loro finanze per portare a termine l’impresa. Decisero così di sottoporsi volontariamente a un dazio su tutti i generi da loro venduti, eccetto quelli importati in città via mare.
Questo gesto sbloccò finalmente la situazione e nel 1846 comune e provincia contribuirono con 6 mila ducati annui ciascuno al progetto, che fu affidato nel 1852 all’architetto Luigi Giordano. La prima pietra fu posta a nord di S. Scolastica il 13 maggio del 1955.
Bibliografia:
- Antonio Beatillo, Historia di Bari, Cacucci Editore, Bari 2018
- Vito Antonio Melchiorre, Le strade di Bari, Periodici locali Newton Editore 1994-5
Link di Wikipedia porto di Bari:
https://it.wikipedia.org/wiki/Porto_di_Bari
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