La fata della casa: una leggenda popolare che ancora resiste
fata della casa
La Puglia è una regione ricca di tradizioni e di credenze folkloristiche anche frutto di superstizioni locali, fra queste una delle più conosciute è quella riguardante il “genio della casa” ricordato anche come “fata della casa” se donna o “u-agùrie de la case” se uomo. Una tradizione che secondo gli storici ci portiamo dietro addirittura dalla cultura bizantina.
Ma facciamo un po’ di ordine.
In passato, quando una famiglia il 10 agosto traslocava da una casa all’altra, per l’aumento dei figli o per ragioni economiche, doveva fare una vera e propria indagine sulla nuova dimora.
Non bastava infatti controllare che la zona non fosse malfamata, che nel nuovo stabile o fra il vicinato non ci fossero uomini o donne di malaffare, oppure altri elementi che potevano creare disagi, bisognava anche appurare che la casa stessa non possedesse vizi occulti.
La fata della casa: buona o cattiva?
In questa sede non parliamo certo di scarichi difettosi o infiltrazioni, bensì dell’inquilino etereo ed eterno della casa: la fata della casa, lo spirito che abita fra le mura dell’abitazione.
I nuovi inquilini cercavano informazioni anche sul carattere della fata della casa, infatti non sempre era buona e benevola, spesso era dispettosa e addirittura violenta. Queste informazioni però non erano facili da reperire perché nessuno voleva mancare di rispetto al “protettore della dimora” e c’era una certa reticenza a parlare di questo argomento.
L’origine del mito secondo Giovine
Come può uno spirito legarsi ad un edificio?
Lo spiega lo storico e demologo Alfredo Giovine nei suoi scritti:
Le origini di tale genio popolare vanno ricercate sicuramente in un’antica credenza bizantina secondo la quale si attribuiva la solidità di un fabbricato al sacrificio di una vittima umana posta nelle fondamenta. Con il passare degli anni, quando il rispetto per la vita umana degli umili cominciava a diventare più concreto e, nel contempo, la credenza nel rito superstizioso si manteneva ancora intatta, si ricorse all’aiuto della magia imitativa, si misurava l’ombra, ossia l’immagine di una persona, e quest’ombra veniva murata. Essa, quindi, periva per effetto magico e la costruzione diveniva solida.
Insomma, questa entità che spesso non appariva a tutta la famiglia ma solo a chi era dotato di spiccate capacità medianiche, poteva essere uno spirito benevolo capace di far trovare addirittura dei soldi ai residenti o malefico che riversava calamità di ogni genere sui nuovi inquilini che, se non accettati, erano talvolta costretti a lasciare la dimora.
Il rituale per la nuova casa
Era consigliabile, prima di entrare nella nuova casa salutare con rispetto il diafano padrone di casa e poi effettuare un rituale con acqua di pesce e cenere da spruzzare negli angoli delle stanze, qualcuno usava addirittura la miracolosa Manna di san Nicola, poi la sera s’invocava la Madonna e gli angeli con una preghiera.
Una sorta di blando esorcismo per non irritare la fata della casa e chiederne la protezione. Se questo non funzionava, si chiedeva l’aiuto di un professionista e il prete della chiesa vicina effettuava una vera benedizione alla nuova dimora, scacciando lo spirito se era inquieto e malevolo.
Ancora oggi se ne parla…
Stranamente dopo tanti anni la figura della fata della casa non è mai scomparsa completamente, ancora oggi è possibile sentire racconti di persone che riferiscono di averla vista o sentita aggirarsi fra le mura della propria casa, uno spirito che, a suo modo, cerca di far parte della famiglia e di ricevere ancora un po’ di quel calore umano che ormai gli è negato.
Copertina: ChatGPT
Bibliografia:
- U Corrìire de BBàre, luglio/agosto 2010
- Vito Antonio Melchiorre, Storie e Patoríe, Mario Adda Editore, Bari, 2007
- Antonella Lattanzi, Leggende e racconti popolari della Puglia, Newton Compton Editori, Roma, 2006
- La Gazzetta del Mezzogiorno, 10 agosto 1977
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.
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