Bari, la grande assente alla firma per la legge antifascista

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E’ un appuntamento importante con la difesa della democrazia e della nostra Costituzione. Eppure Bari rischia di arrivare colpevolmente in ritardo ad apporre la sua firma ad una proposta di legge antifascista. L’opportunità di fare i conti con il passato e con la nostra scomoda storia recente c’è stata offerta da Maurizio Verona, sindaco di Stazzema in provincia di Livorno, località tristemente nota perché la sua frazione Sant’Anna fu teatro dell’orribile strage nazifascista del 12 agosto 1944.

Il 19 ottobre 2020 il comitato promotore, presieduto dal sindaco Verona, ha presentato in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata a disciplinare pene e sanzioni verso coloro che attuano propaganda fascista e nazista con ogni mezzo, in particolare tramite social network e con la vendita di gadget. Si può firmare esclusivamente presso il proprio comune di residenza, in tutta Italia, entro il 30 marzo. Serviranno almeno 50 mila firme per portare la legge in Parlamento.

Da allora è stato istituito un gruppo facebook che vanta ad oggi più di 111.000 membri che quotidianamente inondano la bacheca di foto e annunci entusiastici testimonianti code per accedere e fogli carichi di nomi. Tra i tanti spiccano le adesioni di Roberto Benigni, dei Modena City Ramblers e di Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL.

Ma, ahinoi, i cittadini baresi risultano i grandi assenti. Eppure è la città dove il 6 febbraio la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per 28 attivisti della sezione barese di CasaPound, accusati di riorganizzazione del disciolto partito fascista, divieto sancito perfino nella XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana. La decisione avviene a seguito del procedimento intentato per l’aggressione armata del 21 settembre 2018, quando i militanti della fazione di estrema destra assalirono, provocando lesioni aggravate, un gruppo di manifestanti antifascisti di ritorno da un corteo, organizzato in difesa degli extracomunitari.

Un’occasione buona per assumere una posizione netta contro la violenza e a favore della democrazia. Ci saremmo aspettati maggiore sensibilità e sostegno da parte delle autorità cittadine, partiti e sindacati sino ad ora silenti. Solo a partire dall’11 febbraio appare in evidenza sul sito del Comune di Bari la comunicazione della possibilità di recarsi a firmare la proposta di legge, muniti di un documento di riconoscimento, presso l’Ufficio elettorale in corso Vittorio Veneto 4, negli orari di apertura al pubblico: lunedì, martedì e giovedì dalle 9 alle 12 ed il giovedì anche dalle 15 alle 17. Risultato: sino ad oggi appena una decina di firme raccolte.

«Sono certo che i cittadini baresi non hanno bisogno di essere convinti ad apporre una firma in difesa dei principi basilari della costituzione ma solo di essere ben informati ed è per questo che ritengo importante il vostro apporto» dichiara il sindaco di Stazzema Maurizio Verona che abbiamo raggiunto telefonicamente.

«Da quando sono diventato anche presidente del Parco Nazionale della Pace di Stazzema mi sento investito della responsabilità di promuovere i valori della libertà e della lotta antifascista – prosegue Verona – valori schiacciati e oltraggiati nel vile eccidio di Sant’Anna quando i soldati nazisti il 12 agosto 1944 misero a ferro e fuoco il paesino dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati, mietendo 560 vittime, in prevalenza donne e bambini, con un puro atto terroristico non ascrivibile neppure ad una rappresaglia».

Il sindaco confessa che anche nel suo paese c’è ancora chi disegna svastiche sui muri o chi declama cori fascisti allo stadio e questo ferisce profondamente i superstiti della strage ancora oggi in vita. «Mi si potrebbe obiettare che esistono già due leggi in merito: la legge Scelba che nel 1952 introdusse il reato di apologia del fascismo e la legge Mancino che nel 1993 sanzionava gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista. Ma evidentemente non sono sufficienti se rimangono impuniti tanti reati e se i calendari con foto di Mussolini continuano ad essere in vendita».

La proposta di legge consta di due articoli che integrano norme già esistenti. Il primo aggiunge all’art. 293 del codice penale che chiunque propagandi i contenuti propri del partito fascista o nazista, attraverso immagini, simboli o gestualità, venga punito con la reclusione da sei mesi a due anni, aumentata di un terzo se avviene tramite strumenti informatici o con l’aggravante dell’odio etnico o razziale. Il secondo integra l’art.2 della legge 205 disciplinando che, qualora in pubbliche riunioni siano esposti emblemi o simboli riconducibili al partito fascista o nazista, la pena prevista venga aumentata del doppio.

Il promotore chiarisce: «Da anni assistiamo impassibili al proliferare dell’esposizione di simboli che richiamano al fascismo, frutto di un’atavica sottovalutazione del fenomeno di ritorno di queste ideologie che mai come oggi sono pericolose. Il ‘Rapporto Italia 2020’ dell’Eurispes ci dice che dal 2004 ad oggi è aumentato il numero di chi pensa che la Shoah non sia mai avvenuta e proliferano i sostenitori dell’affermazione secondo cui “Mussolini sia stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio”».  

Sbaglio non di poco conto se il risultato è stato trascinare l’Italia nella Seconda Guerra mondiale e imporre le leggi razziali. La leggenda del buon governo appartiene invece alla propaganda del regime, che soffocando critiche e opposizioni, è giunta sino ad oggi.  Ma il fascismo non è un’opinione bensì un crimine e il sindaco di Stazzema alla proposta di legge che parte dal basso ha voluto affiancare l’ideazione di un’”Anagrafe antifascista”, una comunità virtuale da sottoscrivere online per tutti coloro che si identificano nei valori della lotta ai totalitarismi e in difesa della democrazia.

«Questo ha scatenato la reazione del sindaco di Genova Bucci – aggiunge Verona – che in contrapposizione alla mia proposta ha ideato un’”Anagrafe antifascista e anticomunista” dimostrando ancora una volta quanto la storia venga strumentalizzata per fini politici e venga erroneamente revisionata. Il fascismo è stato solo dittatura, il comunismo è stato anche ben altro, non solo la sua degenerazione».

L’obiettivo è dunque proprio questo: consegnare alle nuove generazioni una corretta interpretazione della storia sottraendola agli interessi del politico di turno pericolosamente veicolati attraverso social e rete ancora privi di una valida tutela normativa. È nostro dovere scegliere per garantire loro un futuro migliore. Firmiamo e invitiamo tutti a farlo. Sino al 30 marzo.  

Per informazioni: www.anagrafeantifascista.it

La pagina Facebook: https://www.facebook.com/groups/legge.antifascista.stazzema/?ref=share

modulo raccolta firme: https://anagrafeantifascista.it/documents/legge-iniziativa-popolare/modulo-raccolta-firme-legge-antifascista.pdf?fbclid=IwAR3IVcZvqVSd8vmHjCq8HwkJvl8n0w1es3ToN7_jZcYLWNQHQtjvN70__MU

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Docente di letteratura e storia, laureata in lettere e diplomata in archivistica, ha collaborato per 5 anni con la Soprintendenza archivistica e ha scritto per 4 anni per la testata online Barinedita. Appassionata di fotografia ha seguito corsi di fotografia e fotoreportage e ama viaggiare con una Nikon al collo

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