Mostra Volti di Puglia

Comunicato stampa

VOLTI DI PUGLIA

Ricostruire la storia della fotografia in Puglia attraverso i fotografi che vi operarono, gli atelier che animarono città e piccoli centri e, soprattutto, attraverso le migliaia di volti che davanti ai loro obiettivi hanno raccontato una società in trasformazione.


È questo il cuore di “Volti di Puglia – Atelier fotografici pugliesi tra Ottocento e Novecento”, progetto nato dalla ricerca condotta dal collezionista e storico della fotografia Gianni Pansini sulla propria collezione di fotografie storiche, con particolare riferimento ai formati carte de visite e cabinet card, straordinari strumenti di diffusione del ritratto fotografico nella seconda metà dell’Ottocento.


Il progetto, vincitore del Bando per la valorizzazione degli archivi fotografici promosso da Puglia Culture e Regione Puglia, nasce con un obiettivo che va oltre quello espositivo: realizzare progressivamente una sorta di censimento storico e geografico dei fotografi e degli atelier attivi in Puglia tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.


Ogni carte de visite, ogni cabinet card, ogni ritratto e soprattutto ogni verso fotografico — con timbri, indirizzi, medaglie, decorazioni e denominazioni degli stabilimenti — può fornire informazioni preziose per identificare un fotografo, localizzare un atelier, ricostruirne l’attività e seguirne talvolta gli spostamenti da una città all’altra.

“Volti di Puglia” diventa quindi un archivio dell’archivio: non soltanto una raccolta di immagini, ma uno strumento di ricerca attraverso il quale restituire nomi, luoghi e cronologie alla storia della fotografia pugliese.


Non è casuale la scelta dei luoghi destinati ad accogliere il progetto.


“Volti di Puglia” coinvolge infatti cinque cine-teatri pugliesi, creando un itinerario che attraversa il territorio regionale:
Cine Teatro Paolillo di Barletta, AncheCinema di Bari, Cinema Orfeo di Taranto, Cinema Impero di Brindisi e L’AltroCinema Cicolella di Foggia.


Una scelta dal forte valore simbolico. Prima che le immagini iniziassero a muoversi sullo schermo, la fotografia aveva già cambiato radicalmente il modo di rappresentare il volto, il tempo e la memoria.
Oggi quelle immagini ritornano proprio nei luoghi del cinema.
La fotografia ritorna simbolicamente al cinema, quasi a ricongiungersi con una delle più importanti evoluzioni della propria storia.


I foyer e gli spazi dei cine-teatri diventano così luoghi espositivi e di incontro, mentre lo spettatore contemporaneo incontra i volti di uomini, donne e bambini fotografati più di un secolo fa. Il progetto vuole inoltre richiamare l’attenzione sul ruolo fondamentale degli archivi e delle collezioni fotografiche private.


Molte pagine della storia della fotografia italiana sono state conservate non soltanto nelle grandi istituzioni, ma anche grazie all’attività silenziosa di fotografi, collezionisti, studiosi, famiglie e ricercatori che nel tempo hanno recuperato materiali altrimenti destinati alla dispersione. Una fotografia apparentemente anonima può diventare, se studiata e messa in relazione con altre testimonianze, un documento storico. Centinaia di fotografie possono ricostruire l’attività di un atelier. Migliaia di
immagini possono contribuire a delineare la storia visiva di un territorio.


La Collezione Fotografica di Gianni Pansini, costruita attraverso oltre trent’anni di ricerca e raccolta, diventa in questo progetto una fonte attraverso cui interrogare la storia della fotografia pugliese e restituirla al pubblico.


Ed è proprio questo uno dei significati più profondi di “Volti di Puglia”: dimostrare come una collezione privata, quando viene studiata, catalogata, contestualizzata e condivisa, possa trasformarsi in patrimonio di conoscenza collettiva.
Il censimento dei fotografi pugliesi è, per sua natura, un progetto aperto.


Nuove fotografie, album familiari, lastre, documenti, timbri e testimonianze conservate negli archivi pubblici e privati potranno progressivamente ampliare la ricerca, facendo emergere fotografi oggi dimenticati e consentendo di ricostruire con maggiore precisione la diffusione degli studi fotografici sul territorio regionale.


L’ambizione è quella di creare nel tempo una mappa della fotografia storica pugliese, capace di mettere in relazione fotografi, atelier, città, immagini e persone.


Perché dietro ogni fotografia c’è un volto, dietro ogni volto una storia e dietro ogni atelier un frammento della storia culturale della Puglia.


“Volti di Puglia” parte dunque dalle fotografie ma racconta molto di più: racconta come la Puglia ha imparato a guardarsi e per la prima volta a conservare la propria immagine.

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