TORITTO, TRE NUOVI MONUMENTI IN DIECI GIORNI: SETTEMBRE CONSEGNA ALLA CITTÀ UN NUOVO VOLTO
Comunicato stampa
TORITTO, TRE NUOVI MONUMENTI IN DIECI GIORNI: SETTEMBRE CONSEGNA ALLA CITTÀ UN NUOVO VOLTO
Dall’arte contemporanea alla Mandorla Filippo Cea, fino alla devozione popolare: tre inaugurazioni ravvicinate trasformano lo spazio pubblico in memoria, identità e bellezza
TORITTO – Tre inaugurazioni, tre luoghi, tre storie profondamente diverse e, soprattutto, appena dieci giorni di distanza tra la prima e la terza.
È il particolare settembre che sta vivendo Toritto, dove tra il 5 e il 15 settembre 2026 sono stati inaugurati tre nuovi monumenti e opere permanenti destinati a entrare nel paesaggio urbano e nella memoria collettiva della comunità.
Un susseguirsi di appuntamenti che, per la sua concentrazione temporale, rappresenta certamente un fatto singolare nel panorama delle iniziative culturali e monumentali di un piccolo Comune.
Il primo appuntamento è stato il 5 settembre, con l’inaugurazione di HEIMAT – Storie di memorie migranti, l’opera pubblica dell’artista Jasmine Pignatelli, realizzata nel contesto della Festa dell’Emigrante. Una scultura che nasce per custodire e raccontare la memoria dei torittesi che hanno lasciato la propria terra e che invita la comunità a contribuire con fotografie e testimonianze familiari.
Un’opera contemporanea che non vuole essere soltanto elemento artistico, ma luogo della memoria e spazio capace di mettere in relazione passato, presente e futuro. Il progetto è stato realizzato per il Comune di Toritto nell’ambito del programma PNRR PINQuA della Città Metropolitana di Bari, con risorse europee e nazionali.
Appena sette giorni dopo, il 12 settembre, Toritto ha acceso i riflettori su un altro simbolo fortemente identitario: la scultura monumentale dedicata alla Mandorla Filippo Cea, realizzata dall’artista Francesco Lippolis di Putignano e donata alla cittadinanza dai titolari della Farmacia degli Ulivi in occasione del decimo anniversario della loro attività sul territorio.
Una grande mandorla trasformata in opera d’arte, capace di rendere immediatamente visibile nello spazio pubblico uno dei prodotti che più identificano Toritto e il suo territorio.
La Mandorla Filippo Cea, già protagonista di iniziative di valorizzazione agricola, gastronomica e turistica, diventa così anche monumento alla vocazione produttiva e all’identità del paese. Una scelta che lega agricoltura, cultura, impresa e arte in un’unica immagine.
E il settembre dei nuovi simboli torittesi non era ancora terminato.
Il 15 settembre, infatti, è stata inaugurata e benedetta la nuova edicola votiva dedicata alla Madonna Miracolosa, nella piazzetta omonima adiacente allo Stadio Comunale.
Un’opera nata da una particolare forma di partecipazione della comunità: il recupero di un’antica presenza della statua mariana, legata alla storia rurale del territorio, e la volontà di un gruppo di famiglie e cittadini di restituirla alla devozione e alla vita quotidiana della città.
Tre opere, dunque, e tre linguaggi differenti.
La memoria dell’emigrazione.
L’identità agricola della Mandorla.
La fede e la devozione popolare.
Tre dimensioni che raccontano, ciascuna a modo proprio, la storia di Toritto.
È proprio questa la caratteristica più interessante di questo insolito settembre: non si tratta semplicemente di tre inaugurazioni concentrate in pochi giorni, ma di tre nuovi segni nello spazio pubblico che raccontano altrettanti capitoli dell’identità della comunità.
In appena dieci giorni, Toritto ha così aggiunto al proprio patrimonio urbano opere che parlano a pubblici diversi: agli appassionati d’arte contemporanea, a chi riconosce nella Mandorla Filippo Cea un’eccellenza del territorio, ai fedeli e a chi conserva il legame con le tradizioni popolari.
Un calendario tanto ravvicinato da poter essere definito, con una punta di orgoglio, un piccolo “record” tutto torittese, pur senza attribuirgli – allo stato delle verifiche disponibili – un primato ufficiale nazionale.
E forse è proprio questo l’aspetto più significativo: in un piccolo centro della provincia di Bari, arte contemporanea, tradizione agricola e devozione popolare hanno trovato spazio nello stesso mese e, soprattutto, nello stesso racconto di comunità.
Toritto non ha semplicemente inaugurato tre monumenti.
Ha scelto di raccontare se stessa attraverso tre immagini: chi è partita e non ha dimenticato le proprie radici, ciò che la terra produce e la rende riconoscibile, e la fede che continua a vivere nei luoghi della comunità.
Tre monumenti in dieci giorni.
Tre storie.
Una sola città.