“Regina”, racconto del 1850 di Alphonse de Lamartine, arriva per la prima volta in Italia
Comunicato stampa
“Regina”, racconto del 1850 di Alphonse de Lamartine, arriva per la prima volta in Italia grazie a “Quai Voltaire”, nuova collana targata Les Flaneurs
Régina, racconto a puntate scritto nel 1850 dal celebre autore francese Alphonse de Lamartine, arriva per la prima volta in Italia. L’opera, dal titolo omonimo “Regina” (pp. 206, € 16), tradotta da Ivanna Rosi e curata da Pietro de Marco, segna l’esordio di “Quai Voltaire“, nuova collana della casa editrice Les Flaneurs, diretta da Francesco Fiorentino, Gianni Iotti, Luca Pietromarchi e Anne Schoysman del Seminario di Filologia Francese.
Nato in una famiglia della piccola aristocrazia borgognona, Alphonse de Lamartine (1790 – 1869) abbandonò gli ideali legittimistici per posizioni liberali e repubblicane moderate. Fu diplomatico a Napoli e Firenze, poi parlamentare, e uno dei protagonisti della rivoluzione del ’48. La sua vita, segnata inizialmente da successo e grande popolarità, fu funestata da lutti e, dopo il 1848, da assillanti difficoltà finanziarie e da un progressivo oblio. La sua opera, che spazia da raccolte di poemi, come Les méditations poétiques del 1820, prosa (si ricorda il romanzo personale Raphaël), ma anche opere storiche come l’Histoire des Girondins (1847) e le saggistiche (Cours familier de littérature, 1856-1869), è stata progressivamente rivalutata dalla critica e ha ricevuto una rinnovata attenzione nel corso del tempo.
Pubblicato inizialmente sul quotidiano “La Presse” come libro secondo delle Nouvelles Confidences e pubblicato separatamente nel 1863, questo testo è stato spesso confinato ai margini dell’attenzione della critica letteraria, ignorato se non per ricostruzioni e mai tradotto in Italia. Intrecciando autobiografia e finzione, Lamartine rielabora e si appropria dei codici dell’immaginario romantico. Sullo sfondo di Roma, Tivoli e Villa Pamphili, l’autore, infatti, attraversa gli snodi di una storia d’amore, richiamando il sentimento per Maddalena del Mazza e l’intenso rapporto di amicizia con Aymon de Virieu. I temi della passione, della predestinazione e dell’amicizia confluiscono così nella prosa lamartiniana mettendo in contatto il vissuto dell’autore con elementi della tradizione letteraria, come la storia d’amore dal carattere romanzesco tra Saluce e Regina.
Si tratta, dunque, di un Lamartine meno noto, un caso esemplare che permette al lettore di approfondire le tematiche del desiderio, del destino e dell’amore, attingendo alla realtà dell’autore e alle atmosfere romantiche italiane che fanno da cornice al racconto.
—
La collana. “Quai Voltaire” propone testi della letteratura francese, celebri o da riscoprire, in traduzione italiana con originale a fronte. Affidati a specialisti di riconosciuta autorevolezza, i volumi coniugano rigore filologico e intelligenza critica, illuminando i testi senza frapporsi al piacere della lettura. La collana vuole essere anzitutto questo: un invito a leggere, scoprire e riscoprire la letteratura francese.
***
La traduttrice. Ivanna Rosi ha insegnato nelle università di Firenze, Macerata e Pisa. Si è occupata di letteratura francese del Settecento e Ottocento con studi e traduzioni, tra cui Mme Riccoboni, Louvet de Couvray, Xavier de Maistre, Mme de Duras, Chateaubriand, Baudelaire, Villiers de l’Isle-Adam e recentemente Lamartine. Negli ultimi anni ha sperimentato la narrativa autobiografica con La versione di Candida (2019) e con Aida e Umberto (2021).
Il curatore. Di formazione filosofica, Pietro de Marco ha insegnato discipline storico-socio-religiose presso le Facoltà di Lettere, di Magistero e di Scienze Politiche dell’Università di Firenze. Si è occupato di Max Weber, di Eric Voegelin e di dottrine teocratiche; recentemente di Ottocento e Novecento letterario cattolico. Commenta l’attualità geopolitica ed ecclesiastica su quotidiani e siti online.