Defronzo presenta al Multicinema Galleria il corto “Gli altri nomi del nostro addio” – interviene il regista
Comunicato stampa
Giovedì 24 settembre, nell’ultima serata di Cinema in Festa, il Multicinema Galleria di Bari ospita la proiezione del cortometraggio
“Gli altri nomi del nostro addio”
alla presenza del regista Andrea Defronzo
Andrea Defronzo conquista Venezia: il regista pugliese presenta in anteprima “Gli altri nomi del nostro addio” e vince il Premio Bookciak, Azione! 2026:
Il cortometraggio, liberamente ispirato al romanzo “Il sapore di armellina” di Oriano Campini, è stato presentato l’11 settembre presso Sala Laguna nell’ambito delle Giornate degli Autori della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
Dalla Puglia a Venezia, passando attraverso la memoria dell’emigrazione italiana. È il percorso di Andrea Defronzo, giovane regista, sceneggiatore e montatore pugliese, che con il suo nuovo cortometraggio Gli altri nomi del nostro addio ha conquistato il Premio Bookciak, Azione! 2026, arrivando alla ribalta della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Tornato in Puglia, Defronzo presenterà a Bari il corto vincitore, giovedì 24 settembre, con una proiezione ospitata sul grande schermo del Multicinema Galleria prima degli spettacoli serali in programmazione. Allo spettacolo di The Invite delle ore 21 interverrà in sala, dopo Gli altri nomi del nostro addio, il regista e sceneggiatore Andrea Defronzo, insieme alla troupe. Saranno infatti presenti alla proiezione anche Michele Chiechi (attore, 5 anni), Nicola Chiechi (riprese e DOP), Francesca Borreggine (montaggio, color, suono), Rosella Deliso (aiuto regia), Ilaria Mottola (foto backstage).
Il riconoscimento ottenuto a Venezia dal corto è stato assegnato nell’ambito della XV edizione di Bookciak, Azione!, il premio cine-letterario ideato e diretto da Gabriella Gallozzi, realizzato in collaborazione con le Giornate degli Autori e il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI). L’edizione 2026, dedicata al tema dello “Scambio tra Generazioni”, ha messo al centro il rapporto tra cinema, letteratura e memoria attraverso cortometraggi sperimentali realizzati da filmmaker under 40.
Il film di Defronzo è stato presentato venerdì 11 settembre alla Sala Laguna, nell’ambito dell’evento Bookciak, Azione!, e ha aperto la proiezione dei cortometraggi vincitori. La premiazione è poi proseguita il giorno successivo al Lido di Venezia, alla presenza dei vincitori, della giuria e degli autori delle opere letterarie da cui i corti sono stati ispirati.
Il riconoscimento rappresenta un importante risultato per il giovane autore pugliese e conferma un percorso artistico costruito negli ultimi anni attraverso una ricerca personale sui temi della memoria, della quotidianità, dell’identità e della sperimentazione del linguaggio audiovisivo.
Gli altri nomi del nostro addio è un cortometraggio di tre minuti, scritto e diretto da Andrea Defronzo e liberamente ispirato al romanzo Il sapore di armellina di Oriano Campini, pubblicato da LiberEtà. Al centro del film c’è un’immagine semplice e potentissima: una ragazza ricorda l’ultimo istante trascorso nel proprio paese prima di partire per l’emigrazione. Il suo migliore amico corre dietro alla corriera che la porta via.
È un addio visto attraverso lo sguardo dell’infanzia, ma capace di evocare una storia collettiva: quella delle tante famiglie italiane che, soprattutto tra gli anni Cinquanta e Sessanta, furono costrette a lasciare i propri luoghi d’origine alla ricerca di nuove possibilità. Il corto parte dunque da un gesto privato e da un rapporto profondamente personale per allargarsi progressivamente a una memoria condivisa.
«Gli altri nomi del nostro addio nasce dal desiderio di fermare il punto in cui l’infanzia incontra per la prima volta il mondo degli adulti e ne subisce il peso senza riuscire ancora a capirlo», racconta Andrea Defronzo. «Mi interessava quella frattura: da una parte due bambini e il loro legame assoluto, dall’altra parole, decisioni e necessità che arrivano da fuori e cambiano il significato di tutto. La corsa del protagonista tiene dentro questo urto. Il materiale d’archivio entra nel film come memoria e pressione insieme, allargando un gesto privato fino a farlo toccare con una storia più grande. In fondo, il corto nasce da questo: dal tentativo di trattenere un istante che per chi lo ricorda non è mai davvero finito».
Il materiale d’archivio, proveniente dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), diventa così parte integrante della narrazione: non soltanto una testimonianza del passato, ma una presenza capace di dialogare con la memoria individuale dei personaggi, ampliando la vicenda privata e mettendola in relazione con una storia collettiva. Il passato non viene semplicemente rappresentato, ma riemerge attraverso frammenti, immagini e suggestioni che entrano in dialogo con le riprese originali.
Una componente importante dell’identità visiva del cortometraggio è il luogo scelto per le riprese: le Sette Torri, una zona appartata e scarsamente abitata tra Giovinazzo e Bitonto, nel territorio della provincia di Bari. Un luogo quasi sospeso, caratterizzato dall’isolamento e dal silenzio, che il regista ha scelto proprio per la sua atmosfera e per la capacità di evocare una dimensione lontana dal presente.
La scelta del bianco e nero e del formato 4:3 contribuisce a rafforzare questa sospensione temporale, costruendo un’immagine essenziale e lontana dall’estetica contemporanea. Il film si presenta infatti come un incontro tra ricostruzione, memoria e archivio, dove il passato non viene semplicemente rappresentato, ma viene fatto riemergere attraverso frammenti e suggestioni.
«Ricevere il XV Premio Bookciak, Azione! per Gli altri nomi del nostro addio ha un valore particolare perché riconosce un film realizzato in maniera completamente indipendente, senza sponsor, finanziamenti o una casa di produzione alle spalle. Dietro questi pochi minuti c’è il lavoro di persone che, tra studio, lavoro, città diverse e videochiamate, hanno trovato il modo di costruire insieme il film, quasi sempre a titolo gratuito», dichiara Defronzo, «C’è stato soprattutto un lungo lavoro sui materiali d’archivio, fatto artigianalmente, provando, montando e rimontando, senza ricorrere all’intelligenza artificiale. Il premio appartiene quindi a tutte le persone che hanno scelto di mettere tempo e competenze in questo progetto. Mi auguro che non resti soltanto un riconoscimento, ma che il cortometraggio continui a essere visto, discusso e condiviso. E che il nostro addio arrivi il più tardi possibile».
Gli interpreti sono Michele Chiechi, Carolina Sisto (voce) e Dora Romano (voce). Il montaggio è curato da Francesca Borreggine e Andrea Defronzo, la fotografia e le riprese sono di Nicola Chiechi, l’aiuto regia è di Rossella Deliso, mentre Francesca Borreggine ha curato color e suono. I titoli e gli effetti visivi sono di Marco Cataldo, il backstage è di Ilaria Mottola e la musica originale è firmata da Francesco Loiudice. Il materiale d’archivio proviene dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico – AAMOD. Il film è in lingua italiana, con sottotitoli in italiano, ed è realizzato in formato 4:3, in bianco e nero e HD.
La vittoria a Bookciak, Azione! assume un significato particolare anche per il percorso di formazione e ricerca di Andrea Defronzo, autore nato a Terlizzi nel 1999 e cresciuto artisticamente tra Giovinazzo e Bari. La XV edizione di Bookciak, Azione! ha scelto quest’anno di mettere in dialogo generazioni differenti attraverso opere capaci di riportare nel presente storie legate alla memoria. La giuria, presieduta dalla regista Costanza Quatriglio e composta da Aurora Palandrani ed Elisabetta Giannini, ha premiato il lavoro di Defronzo insieme a quello di Nicolò Grasso, autore di The Sadness of the World, mentre una menzione speciale è stata assegnata a Parzialmente abitabile per ciò che resta di Bernadette Vespaziani Reginato e Francesco Di Fiore.
Il riconoscimento inserisce quindi Gli altri nomi del nostro addio all’interno di una riflessione più ampia sul rapporto tra letteratura, cinema e memoria, confermando la vocazione di Bookciak, Azione! a valorizzare nuovi autori e nuove forme di racconto audiovisivo.
Nato a Terlizzi il 6 novembre 1999, Andrea Defronzo è regista, sceneggiatore e montatore e vive artisticamente il territorio di Giovinazzo e della provincia di Bari. Dopo il diploma al liceo linguistico, si forma presso l’Accademia di Cinema Amarcord e successivamente presso l’Apulia Digital ITS Academy, dove consegue il diploma in audiovisivo con il massimo dei voti. Prosegue quindi gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bari, dove è laureando in Cinema, Fotografia e Audiovisivo.
I suoi lavori precedenti hanno già ottenuto riconoscimenti in Italia e all’estero. Con Listen, realizzato in Lingua dei Segni Italiana, vince il premio come Miglior Corto Studenti Pugliesi al Cortocircuiti Short Film Festival di Bari, ricevendo anche una Menzione d’Onore all’Out of Bounds Film Festival di Molfetta. Il progetto viene inoltre inserito in un percorso di sensibilizzazione sulla comunicazione accessibile presso la Scuola Primaria Resta-De Donato Giannini di Turi. Con Foodage, opera dedicata al rapporto tra memoria e cibo, Defronzo conquista a New York il contest Food and Future, ottenendo anche la Menzione d’Onore del pubblico. Il cortometraggio riceve inoltre il Cinecibo Award a Roma e un riconoscimento al Ruviano International Film Festival, attirando l’attenzione di testate ed emittenti come La Repubblica, La Gazzetta del Mezzogiorno, Telenorba e Antenna Sud. Con Il Silenzio Dopo, realizzato in memoria delle vittime del disastro aereo di Capo Gallo, riceve un riconoscimento dal sindaco di Bari durante le commemorazioni per il ventennale della tragedia; l’opera viene successivamente presentata come installazione artistica presso il Comune di Bari.
Nel 2026 Defronzo è stato inoltre selezionato come giurato nella sezione “Per il Cinema Italiano” del Bif&st, esperienza che si aggiunge alle precedenti partecipazioni a masterclass di sceneggiatura e produzione. Il percorso dell’autore si completa con la partecipazione al progetto “Documentare i Diritti” del RIDF – Rome International Documentary Festival, dedicato alla scrittura cinematografica legata ai diritti umani.
Con la vittoria di Bookciak, Azione! 2026, Gli altri nomi del nostro addio entra nel circuito dei partner del premio, con successive occasioni di presentazione in Italia e Francia. Il riconoscimento veneziano rappresenta quindi non soltanto un traguardo, ma un nuovo punto di partenza per Andrea Defronzo, che porta al centro del proprio cinema una Puglia spesso lontana dai luoghi più conosciuti e una riflessione universale sul distacco, sull’infanzia e sulla memoria.
Un cinema fatto di luoghi marginali, gesti quotidiani e storie apparentemente piccole che, attraverso l’immagine, possono trasformarsi in memoria collettiva. Una ricerca che trova in Gli altri nomi del nostro addio una nuova sintesi, mettendo insieme una vicenda intima, la storia dell’emigrazione italiana, i luoghi della Puglia e la forza evocativa delle immagini d’archivio.
LINK AL CORTO: https://vimeo.com/1209433642
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Ufficio Stampa Dott.ssa Alessandra Savino