Via Renata Fonte: la donna che sfidò la speculazione edilizia nel Salento

Via Renata Fonte

La nostra ricerca sulla vita e le imprese dei personaggi a cui sono dedicate le strade della città di Bari ci riporta nella zona del cimitero monumentale, dove una strada chiusa, traversa di via Battaglia di Monte Lungo, porta il nome di Renata Fonte. È una via appartata, poco frequentata, ma dietro la sua denominazione è racchiusa una storia di grande coraggio e sacrificio che conduce direttamente nelle terre salentine degli anni Ottanta.

La strada si trova a pochi passi da via Antonio Scopelliti, dedicata al magistrato assassinato dalla ‘ndrangheta nel 1991. Due strade vicine che ricordano persone diverse per professione ma accomunate dalla volontà di non piegarsi agli interessi della criminalità organizzata.

La vita di Renata Fonte

Ma chi era Renata Fonte?

Renata è nata a Nardò il 10 marzo del 1951. Ha frequentato il Ginnasio Liceo Classico di Nardò, ma non ha subito conseguito il diploma, perché, a soli diciassette anni, conosce e sposa un sottufficiale dell’Aeronautica Militare, Attilio Matrangola, dal quale ha due figlie: Sabrina e Viviana.

Il diploma magistrale lo prende in seguito da privatista e supera anche il concorso per l’insegnamento. Nel 1980, quando il marito è trasferito all’aeroporto di Brindisi, torna in Puglia dopo un periodo di allontanamento dovuto ai vari spostamenti del coniuge.

Una foto di Renata Fonte

A Nardò inizia a insegnare nella scuola elementare e si iscrive a Lingue e Letterature straniere all’Università di Lecce. Intanto, inizia a interessarsi alla politica aderendo al Partito Repubblicano Italiano e diventandone Segretario cittadino, iscrivendosi poi all’U.D.I. ed entrando a far parte del Comitato per la Tutela di Porto Selvaggio, per il quale si impegna contro le speculazioni edilizie sulla zona.

Infatti neppure l’istituzione nel 1980 del Parco naturale di Porto Selvaggio ha bloccato le mire di chi vede quell’area come un luogo da sfruttare per i propri interessi economici.

Nel 1982 è eletta consigliera comunale e diviene assessora alla Cultura e alla Pubblica istruzione del Comune di Nardò.

Renata è fortemente contestata nell’ambiente politico, ma nonostante le tensioni e le minacce ricevute, non smette mai di combattere per il futuro della terra che ama.

L’omicidio

Nella notte tra il 31 marzo e il 1º aprile 1984, Renata Fonte è assassinata a pochi passi dalla sua abitazione, mentre rientra da una seduta del Consiglio comunale. I due sicari, Giuseppe Durante e Marcello My, le spararono tre colpi di pistola.

Le indagini degli inquirenti puntano prima sul marito, separato da Renata e poi, dopo aver scagionato quest’ultimo, individuano esecutori, intermediari (Mario Cesari e Pantaleo Sequestro), e mandante. Il mandante è identificato in Antonio Spagnolo, collega di partito e primo dei non eletti alle elezioni amministrative. L’uomo dopo la morte di Renata era subentrato nel Consiglio comunale.

Il processo conferma le responsabilità dei soggetti individuati durante l’indagine, emerge inoltre il risentimento personale di Spagnolo nei confronti della Fonte e i suoi interessi legati al progetto edilizio sull’area del parco.

Nel 2002 Renata Fonte è riconosciuta vittima della criminalità mafia, diventando un simbolo delle battaglie per la legalità e la salvaguardia dell’ambiente.

In ricordo di Renata Fonte

Nel 1988 esce il film La posta in gioco, diretto da Sergio Nasca che ripropone la sua storia, nel 2018 viene realizzato il film Renata Fonte – Una donna contro tutti, della fiction televisiva Liberi sognatori, con Cristiana Capotondi nel ruolo della Fonte.

Inoltre, nel 1998 è nata l’associazione Donne Insieme Onlus, con l’obiettivo di promuovere la legalità e la non violenza, che ora gestisce il Centro antiviolenza Renata Fonte. Nel 2009, a Porto Selvaggio, è inaugurata una stele commemorativa in suo omaggio. E le sono dedicate piazze e giardini in diverse città d’Italia.

Anche il Comune di Bari ha voluto dedicarle una strada, seppure piccola, per ricordare l’estremo coraggio, la forza e l’impegno di una donna che non si è arresa davanti all’ingiustizia e ha dato tutto per la terra che amava.


Link Wikipedia Omicidio di Renata Fonte:

https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Renata_Fonte

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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