Accadde a Bari – Rivolta al Fornelli di Bari: il tentativo di fuga dal carcere minorile (1971)

rivolta nel carcere minorile

Correva l’anno 1971. Mercoledì 6 ottobre, il carcere minorile “Fornelli” in via Giulio Petroni è devastato dai reclusi al suo interno.

Il Centro di custodia per minorenni “N. Fornelli” è nato a Bari nel 1951 ed era noto come una “prigione senza sbarre”, considerato più una scuola che un carcere. Negli anni successivi si era trasformato da un istituto di rieducazione per giovani irrequieti e senza reati a loro carico in un vero e proprio carcere, a causa dell’aggravamento del fenomeno della delinquenza minorile. Se però da una parte aumentavano i casi di giovani delinquenti, dall’altro il personale di custodia restava sempre quello.

I casi di insubordinazione e di vandalismo da parte degli ospiti dell’istituto, aumentavano di giorno in giorno, finché non è arrivato il giorno della rivolta.

Il mercoledì pomeriggio al dott. Panasci, direttore della struttura era arrivata una “soffiata” su una possibile evasione ma non era stata presa sul serio. Invece la notizia era vera e verso la mezzanotte, dopo le ispezioni delle camere, è scattato il piano di fuga.

La tentata fuga dal carcere

Alcuni dei 73 ospiti del centro hanno distratto l’agente di guardia con scherni e un po’ di innocuo caos (lancio di cuscini e scarpe), mentre alcuni dei ragazzi considerati i boss dell’istituto, cercavano di calarsi dalle finestre per poi saltare il muro di cinta.

Sorpresi dal direttore e dagli agenti di turno, i ragazzi hanno dovuto desistere dal tentativo di fuga e hanno iniziato a sfogare la loro rabbia su tutto ciò che hanno trovato davanti. Sedie e tavoli della mensa, infermeria, sala ricreativa, gabinetto dentistico, bagni sono stati travolti dalla furia distruttiva, solo la televisione e il gabinetto di radiologia sono stati risparmiati.

Sono arrivati i Vigili del fuoco che con forti getti d’acqua hanno invaso le stanze dei ribelli, nel frattempo anche gli agenti del XI Reparto Mobile sono intervenuti, lanciando lacrimogeni negli alloggi ed entrando nella struttura. Lo scontro fra agenti e i giovani carcerati è stato duro e ben cinque agenti, pur armati di sfollagente, sono rimasti feriti.

All’1:30 la situazione si è finalmente tranquillizzata: la rivolta è stata sedata.

Il trasferimento

Le autorità giudiziarie sopraggiunte sul luogo, hanno subito deciso per il trasferimento dall’istituto al carcere di Lecce, tramite pullman, di dieci ragazzi identificati fra i più facinorosi e popolari, a questi in poche ore se ne sono aggiunti altri undici.

I restanti reclusi sono sistemati al momento nel seminterrato e sono controllati da cinque agenti di custodia, con il supporto di venti carabinieri nel cortile dell’edificio. Per ordine del procuratore generale della Corte d’Appello, dott. Paolo Cesaroni, finché l’istituto sarà ripristinato, se ci fosse bisogno i residenti, nonostante le rimostranze del suo direttore, saranno ospitati presso il Carcere Giudiziario di Bari.

Il sovraffollamento del centro, predisposto per 50 ragazzi e arrivato ad ospitarne più di settanta, ha posto fianco a fianco delinquenti incalliti e giovani irrequieti, creano una situazione che prometteva di diventare esplosiva e aveva già dato le sue avvisaglie, con atti di vandalismo sugli oggetti dell’istituto e un precedente tentativo di evasione.


Copertina: ChatGpt rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale

Fonte:

La Gazzetta del Mezzogiorno, 8 ottobre 1971

© 2026 Tutti i diritti riservati

foto
+ posts

Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *