Quando Bari ospitò la corrida: i tre giorni in cui i tori sbarcarono a Marisabella
Nel corso dei secoli Bari è stata teatro di spettacoli e giochi di ogni genere, abbiamo parlato di funamboli, tornei, di corse automobilistiche, ciclistiche e nel 1911 addirittura di gare di aviazione, eppure forse lo spettacolo più strano che ha ospitato la nostra città è stata la corrida. Sì, per tre giorni, precisamente il 9, 15 e 16 settembre del 1923 presso la spianata di Marisabella, i baresi hanno potuto assistere allo scontro fra uomo e toro, insomma una vera corrida spagnola a Bari.
Oggi vi raccontiamo questo interessante e poco conosciuto episodio della storia della città.
La corrida arriva a Bari
La città di Bari nel 1923 fu scelta come meta di una tournée organizzata dall’impresario spagnolo Manuel Vigatá grazie ai tori e alla squadra di Antonio Fuentes.
La tournée toccò città come Roma, Bologna, Milano, Torino, Padova e chiaramente anche Bari. Questo tipo di spettacoli oltre ad andare in contrasto con il Codice Zanardelli, precisamente l’articolo 491, che puniva il maltrattamento degli animali, affrontava le critiche della stampa, spesso sprezzante contro le corride. Nonostante ciò, gli spettacoli continuarono in tutta Italia.
L’arena a Marisabella
Ma arriviamo a Bari, certi del grande successo che avrebbe ottenuto l’esibizione, venne allestito a Marisabella un enorme anfiteatro con al centro un palco per la giuria addobbato dalla Rinascente. L’arena che poteva ospitare addirittura 25 mila spettatori, fu illuminata grazie all’intervento della “Società Elettrica” e furono addirittura organizzate dalla Tramvia “Bari-Barletta” corse speciali alle 14 e alle 18 per riportare, dopo lo spettacolo, gli spettatori in città.
Il biglietto era fissato a 15 lire per gli spettatori della prima fila, 10 per la seconda e 5 per la terza. Le esibizioni si ripeterono per tre giorni, appunto il 9, 15 e 16 settembre e iniziavano alle 16:30 per finire entro le 18, per permettere ai viaggiatori della Bari-Brindisi e della Bari-Foggia di prendere agevolmente i rispettivi treni.

La corrida si svolgeva secondo la tradizione spagnola. Un complesso gioco mortale fra i toreri e l’animale. La cuadriglia, la squadra dei toreri appunto, entrava nell’arena dove era già presente il toro.
Lo spettacolo e i toreri
Tra vestiti tipici e colori accesi, i capoteadores confondevano l’animale con i loro drappi e acrobazie, poi era la volta dei banderilleros (toreri a piedi) e dei picadores (toreri a cavallo) che con le loro lance iniziavano a punzecchiare e ferire l’animale che iniziava a infuriarsi e solo per ultimo, quando il toro è già ferito, disorientato e fiaccato, arrivava l’espada o il matador.
Fra i due iniziava una danza terribile e furiosa, che terminava con la morte dell’animale fra gli applausi del pubblico eccitato dal sangue e dallo scontro mortale.
Tre sono gli spettacoli che si svolsero nell’arena e tre i matador: Julio Martinez, José Estrella detto “Valentino” e Francisco López Parejo detto Parejito.

Il pubblico sfida il toro
Alla fine dello spettacolo veniva concesso al pubblico di affrontare un toro. Era previsto anche un premio di 250 lire a chi fosse riuscito a strappare la coccarda posta fra le corna della bestia. Chiaramente, per evitare vittime, le corna del toro erano imbottite e spuntate, ma anche così affrontare l’animale era comunque da temerari.
Nonostante il grande richiamo di pubblico e la curiosità suscitata dall’evento, l’esperimento non ebbe seguito nel capoluogo pugliese. Le corride del 1923 rimasero così un episodio isolato, destinato a entrare tra le pagine più insolite e sorprendenti della storia di Bari.
Copertina: Gemini Google rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale
Fonte:
Luigi Sada, Carlo Scorcia, Vincenzo Valente, Bari mito, Japigia Editrice Bari
La Gazzetta di Puglia, 8-9-14-15-16 settembre 1923
https://www.pubblicitaitalia.com/
Link Wikipedia Corrida:
https://it.wikipedia.org/wiki/Corrida
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.