Tumori pediatrici e sostegno alla ricerca scientifica: a Bari la mobilitazione per la campagna di Pasqua “Cerco un uovo amico”

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Comunicato stampa

Tumori pediatrici e sostegno alla ricerca scientifica: anche a Bari la mobilitazione per la campagna di Pasqua “Cerco un uovo amico”. Appuntamento a Bitetto con il volontario Gaetano Romanelli

Il volontario Gaetano Romanelli in prima linea per la campagna “Cerco un uovo amico” a sostegno del progetto VAMOLAA

Tumori pediatrici, a Bari la Pasqua solidale per la ricerca sul neuroblastoma

Appuntamento il 21 marzo e il 3 aprile a Bitetto con le uova del “Bambino con l’Imbuto”

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Bari, 17 marzo 2026 – Passa anche da Bari la mobilitazione per aiutare la ricerca scientifica sul neuroblastoma, tumore pediatrico con circa 130-140 nuovi casi ogni anno in Italia. Un esempio di solidarietà concreta ha il volto e il cuore di Gaetano Romanelli, in prima linea come volontario per la campagna di Pasqua “Cerco un uovo amico” dell’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma.

Anche grazie a questo volontario di Bitetto, in provincia di Bari, si promuove il valore delle uova di Pasqua a sostegno quest’anno del progetto VAMOLAA, studio multicentrico con l’obiettivo di frenare il gene MYCN, che quando è amplificato favorisce l’aggressività del neuroblastoma. Da qui l’appuntamento con Gaetano Romanelli e le uova dell’associazione alla farmacia “Marchesiello” di Bitetto il 21 marzo e il 3 aprile, sempre dalle 8,30 alle 13,00 e dalle 16,30 alle 20,00.

Un impegno, quello di Romanelli, fatto di continuità, in occasione delle campagne di Natale e di Pasqua e oltre: locandine per i negozi di Bitetto, il passaparola con gli amici, i colleghi di lavoro, gli atleti di corsa come lui, e poi la sua presenza per i banchetti solidali in aziende di Bari. Tutto per il “Bambino con l’Imbuto”, il simbolo dell’associazione.

Questo percorso di volontariato inizia nel 2020, durante la pandemia da Coronavirus: “In quel periodo – racconta Gaetano Romanelli – ero per lavoro in Campania e avevo molto più tempo libero. Così ho deciso di fare qualcosa per l’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma che avevo conosciuto nel 2018”, quando Simone Broggi, ex collega di suo fratello, fece il giro dell’Italia in bici da Villa Ricca (nel Napoletano) al “Gaslini” di Genova passando anche per Massafra e Bari per accendere i riflettori sulla missione dell’associazione.

“Per fortuna – prosegue Romanelli – non ho una storia di famigliare o amico di bambini con neuroblastoma, ma fare volontariato mi fa stare proprio bene e mi dà la soddisfazione di pensare che un po’ del mio tempo possa essere utile per la salvezza di uno o più bambini”.

Il neuroblastoma

Il neuroblastoma è un tumore pediatrico solido ed extra-cranico (che, cioè, si sviluppa fuori dal cranio) e si osserva soprattutto in età prescolare. Si tratta di un tumore raro in termini assoluti, ma resta un’urgenza per la clinica e per la ricerca se si pensa, ad esempio, che ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 130-140 nuovi casi di neuroblastoma.  Di più: la rarità del tumore rende più difficili gli investimenti industriali del farmaco. Da qui la maggiore importanza della solidarietà e delle associazioni del Terzo Settore a sostegno della ricerca scientifica.

Si è dunque di fronte a una grande sfida per la vita. Basti pensare, ad esempio, che i neuroblastomi con amplificazione di MYCN fanno parte della categoria di Neuroblastoma ad alto rischio, caratterizzata da un tasso di sopravvivenza a lungo termine ancora inferiore al 40%. Da qui il lavoro di squadra per mettere insieme con VAMOLAA impegno, saperi, competenze e studi secondo logiche di rete e cooperazione.

L’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma ETS

L’associazione nasce il 23 luglio del 1993 con sede legale all’istituto “Gaslini” di Genova. Le sue origini si legano alla volontà di madri e padri che hanno vissuto l’esperienza di malattia delle proprie figlie e dei propri figli, ma anche su impulso di oncologi frustrati dagli scarsi successi terapeutici ottenibili in quegli anni. Dal 1996, l’associazione è presieduta da Sara Costa, socia fondatrice e mamma di Luca, bambino non sopravvissuto al neuroblastoma.

Nel 1998, sempre con sede legale al “Gaslini”, nasce invece la Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, ramo scientifico dell’associazione deputato a selezionare e a finanziare i progetti di ricerca approvati.

L’associazione si propone di promuovere progetti scientifici per la cura del neuroblastoma e dei tumori cerebrali pediatrici. Da qui anche il piano strategico 2025-2027 a sostegno di filoni di ricerca innovativi.

Le iniziative di raccolta fondi sono tante. Si tratta di attività basate su logiche di rete, di cooperazione, sull’impegno di madri e padri attivi in diverse parti d’Italia, di molte altre persone desiderose di fare la propria parte, ma anche di realtà istituzionali e di aziende.

Le iniziative dell’associazione come, ad esempio, le tradizionali campagne di Natale e di Pasqua sono caratterizzate dal marchio “Donare con fiducia”, conferito dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) secondo percorsi di certificazione annuale attestanti trasparenza, efficacia e correttezza.

Il “Bambino con l’imbuto” contraddistingue il logo dell’associazione: un’immagine di gioia nonostante il dolore; la gioia dell’infanzia da incoraggiare anche attraverso la ricerca.

Altre informazioni sull’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma e la Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma si possono trovare sul sito web www.neuroblastoma.org, e sui loro canali Facebook, Instagram, X, Linkedin e YouTube.

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 Ufficio stampa Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma ETS:

Francesco Ciampa, giornalista

ufficiostampa@neuroblastoma.org

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