“I Pescatori Del Vento”: il pop barese degli anni ’70
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«Gli anni ’70 sono stati bellissimi e intensi, vissuti in una Bari carica di entusiasmo. La musica rivoluzionaria dei Beatles, dei Rolling Stones e successivamente dei Cream e di Hendrix riecheggiava in piazza Umberto, luogo d’incontro dei ragazzi di allora». Esordisce così Liborio Martorana, 72enne storico musicista barese, ormai in pensione ma un tempo anima de “I Pescatori Del Vento”.
Questo complesso pop dal nome poetico nacque a Bari nel 1975 grazie al produttore Michele Armetta, mentre in Italia c’era un’esplosione di gruppi che, grazie a piccole etichette discografiche, sfornavano un genere di canzoni così dette “commerciali”.
Dapprima “Doctor Doctor”, l’ensemble cambia la propria denominazione quando in formazione si aggiungono agli storici chitarrista Mimmo Bucci e cantante Liborio Martorana anche Tino Guarnieri alla batteria, Lello Vox al basso e Gigi Soricelli alle tastiere.
«Avevamo un locale in viale Salandra 10 dove c’era tutta la nostra strumentazione e di serate ne facevamo tante grazie al nostro manager Gianni Bucci, in tutti i locali della Puglia». La proposta importante arrivò da Enzo Zambetta: fare da gruppo guida per la prima edizione del “Canta Puglia” per tutto il periodo estivo nelle varie località pugliesi. Durante una di queste esibizioni, un importante produttore a capo della famosa etichetta YEP, propose al gruppo un provino a Roma nel proprio studio di registrazione. «Ci esibimmo a Roma – prosegue Liborio – e dopo una decina di giorni giunse una bella notizia: erano in arrivo per noi 11 brani inediti, da pubblicare per il nostro primo LP».
Le canzoni, prova dopo prova, arrangiate e arricchite, diventarono realtà negli studi di registrazione di Bobby Solo a Roma. Il disco “Noi, le stelle e un prato”, oggi molto raro, fu stampato in sole 80 copie, pronte per essere distribuite a chi aveva partecipato al disco e alle radio che avrebbero dovuto pubblicizzarlo.

Liborio euforico ricorda: «È fatta, pensai, eravamo sul tetto del mondo! In realtà una telefonata dall’ufficio discografico ci fece scendere da quel tetto: ci comunicarono che avremmo dovuto acquistare un bel numero di copie se volevamo che il progetto continuasse».
E così, per mancanza di denaro, purtroppo non se ne fece più nulla e tutto rimase nelle mani di Armetta. Ma l’instancabile produttore creò la Mia Records, una etichetta indipendente che deve il suo nome all’acronimo Movimento Internazionale Artistico. Con la Mia vennero incisi alcuni 45 giri, tra cui il primo che conteneva una canzone degli anni ‘30 in chiave moderna: Perchè si vive. Con il brano del lato A Un momento d’amore partì subito la promozione per radio Rai e radio libere, molto diffuse in quel periodo. Questo brano ebbe un discreto successo e il gruppo partecipò il 13 agosto 1976, presso il Teatro delle Vittorie, alla trasmissione Rai “Adesso Musica”, un importante programma televisivo italiano.
Questo esordio fruttò al gruppo ottime vendite, più di sessantamila copie vendute, e molti concerti in tutta Italia.
Con Dormi dolce amore, lato A dell’ultimo 45 giri del 1982, il gruppo, con una nuova formazione, partecipò al “Disco Inverno” di quell’anno, una manifestazione musicale italiana molto seguita diretta dalla Rai.
«Nell’auditorium di Pistoia – aggiunge Liborio – il pubblico era calorosissimo e nell’ampia sala sotterranea c’era una marea di musicisti in attesa di esibirsi: non ne avevo mai visti così tanti insieme!». A quella edizione di “Disco Inverno” parteciparono anche artisti famosi quali: Zucchero, Vasco Rossi, Riccardo Fogli, Michele Zarrillo, Le Orme, Al Bano e Romina, tutti reduci da Sanremo ’82, nonché l’altra nostra conterranea Anna Oxa.
L’esperienza del gruppo, però, si chiuse poco dopo questa esibizione, sia per dissidi con il produttore, sia per lo scarso successo.
Un commosso Liborio Martorana chiude salutandomi e mi confida: «E’ stato un sogno per noi e quegli anni sono stati magnifici. Anche se la mia copia del nostro unico 33 giri è distrutta nei suoi solchi da centinaia di puntine di giradischi, ad ogni canzone mi commuovo sempre più».
Un’altra storia che dimostra quanto Bari sia sempre stata culla di talenti spesso ingiustamente dimenticati.

Giuseppe Salamida – Sono insegnante di Lettere e appassionato di storia e musica; mi piace scoprire gruppi sconosciuti da tutto il mondo e comprenderne il loro periodo storico.


Il gruppo da dove nasce i pescatori del vento è ” doctor doc ” ideato e firmato dal batterista Michele Fede che ha contribuito alla formazione del.gruppo e portato alla yep record che poi estromesso dal gruppo per motivi ancora oggi non noti sono passati alla MIA record in quanto la yep non se l’è sentita di estromettere il fondatore . Il dopo è tutto un dire. Questa è la verità sul gruppo.!!!!!!!