TORITTO, LA MEMORIA DIVENTA ARTE: INAUGURATA “HEIMAT” DI JASMINE PIGNATELLI

Monumento a Toritto

Comunicato stampa

TORITTO, LA MEMORIA DIVENTA ARTE: INAUGURATA “HEIMAT” DI JASMINE PIGNATELLI

La nuova opera di arte pubblica racconta l’emigrazione torittese attraverso fotografie, testimonianze e memoria collettiva

TORITTO – Una giornata dedicata alla memoria, all’identità e al senso di appartenenza. Il 5 settembre Toritto ha celebrato la Festa dell’Emigrante con l’inaugurazione di “HEIMAT – Storie di memorie migranti”, opera di arte pubblica dell’artista Jasmine Pignatelli, dedicata ai torittesi di ieri e di oggi che hanno lasciato la propria terra, a chi è tornato e a chi è arrivato.

HEIMAT è un progetto di arte pubblica di Jasmine Pignatelli pensato per il Comune di Toritto, realizzato con fondi del Piano PNRR PINQUA – Città Metropolitana di Bari.

L’opera è stata realizzata nell’area giochi di Via Giovanni Falcone – Paolo Borsellino, nella zona San Girolamo, e nasce con l’obiettivo di trasformare le vicende dell’emigrazione in una memoria condivisa e accessibile alla comunità.

Una scultura che custodisce le storie

Il termine Heimat richiama il concetto di casa, appartenenza e luogo d’origine. Una parola particolarmente significativa per chi, pur vivendo lontano, continua a mantenere un rapporto profondo con la propria terra.

Il progetto di Pignatelli si sviluppa proprio intorno a questo rapporto tra distanza e appartenenza. La scultura è stata pensata come un’opera viva, in divenire, costruita anche attraverso il coinvolgimento diretto della comunità.

Nel corso del percorso sono state raccolte fotografie e testimonianze legate alle esperienze migratorie delle famiglie torittesi. Sono già tantissime le fotografie mostrate e condivise con i presenti durante la giornata e successivamente inserite e custodite all’interno della scultura.

Immagini di famiglie, partenze, ritorni, volti e momenti di vita quotidiana che, da ricordi personali, diventano parte di una memoria collettiva.

La “geometria umanistica” della memoria

La struttura geometrica dell’opera rappresenta il nucleo centrale del progetto. Il cubo destinato a custodire le immagini e la struttura che lo racchiude costruiscono uno spazio simbolico aperto, capace di accogliere nuove storie.

La geometria, dunque, non è soltanto una scelta formale, ma diventa uno strumento per mettere in relazione persone, esperienze e comunità. È una “geometria umanistica”, nella quale la precisione della forma lascia spazio alla dimensione umana della memoria.

Alla realizzazione dell’opera ha preceduto un percorso fatto di incontri con gli abitanti, conversazioni, raccolta di fotografie e recupero di storie familiari. Un processo partecipativo che ha trasformato l’installazione in un patrimonio condiviso.

La Festa dell’Emigrante

La manifestazione ha preso avvio con il corteo da Palazzo Comunale verso il Monumento agli Emigranti di Largo Croci, presso la Chiesa Madonna del Carmine, per poi raggiungere l’area di San Girolamo, dove si è tenuta l’inaugurazione e la benedizione della scultura.

La celebrazione è proseguita con la Santa Messa nella Chiesa Madre e con il momento istituzionale nell’Atrio del Palazzo Comunale, dove sono stati presentati gli interventi dedicati al progetto e proiettato il video-documentario realizzato nell’ambito dell’iniziativa.

Alla giornata hanno partecipato l’Amministrazione comunale tutta, rappresentanti istituzionali e religiosi, numerosi emigranti torittesi, famiglie, cittadini e ospiti.

Tra i presenti il Sindaco di Toritto Dott. Dionisio Rotunno, il Parroco Don Nicola Mastrandrea, la Vicesindaca e Assessora alla Cultura Prof.ssa Marianna Scarangella, la Vicesindaca della Città di Bari Dott.ssa Giovanna Iacovone, l’artista Jasmine Pignatelli e la Consigliera della Città Metropolitana di Bari Micaela Paparella.

Una memoria che continua

La presenza degli emigranti ha dato alla manifestazione un significato particolarmente concreto. L’emigrazione torittese non appartiene soltanto alla storia: continua a vivere nelle famiglie e nelle comunità sparse in Italia e nel mondo.

Germania, Svizzera, Canada, Stati Uniti, Argentina, Venezuela, Australia e molti altri Paesi sono oggi luoghi di vita per generazioni di torittesi che hanno costruito altrove il proprio futuro, mantenendo però un legame con il paese d’origine.

È questo il senso più profondo di HEIMAT: raccontare una partenza senza dimenticare il ritorno, la distanza senza cancellare l’appartenenza, il passato senza separarlo dal presente.

Si può partire, ma non necessariamente lasciare.

Perché, ovunque nel mondo, le radici continuano a essere a Toritto.

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